Stop animali nei circhi in Italia, i circensi: “Provincialismo culturale”

Dopo la modifica della legge sugli animali nei circhi, ecco la reazione dell’ENC, che parla di “percezione antiquata” del circo in Italia

tigri circo

“Siamo di fronte a una colossale occasione mancata da parte di Governo e Parlamento per adeguare una percezione sul circo miope, per non dire cieca, antiquata ed afflitta da evidente provincialismo culturale, a una visione nel solco delle sicuramente più evolute culture europee per storia e tradizione maggiormente affini alla nostra”. Così l’Ente Nazionale Circhi (ENC) ha commentato la recente modifica approvata dal Parlamento italiano alla legge che riguarda l’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi.

Come ricorderete, infatti, la dicitura nel decreto legge (ormai approvato) è passata da “graduale eliminazione” a “graduale superamento” del loro impiego. Come ha spiegato ai nostri microfoni l’avvocato Carlo Prisco – esperto di diritto legato al tema dei diritti al veganesimo – di fatto il risultato finale non cambierà: gli animali non potranno più far parte degli spettacoli circensi. “Quello che cambia è il modo in cui le persone percepiscono questa modifica ma concretamente, anche a livello giuridico, “superamento” ed “eliminazione” possono essere considerati la stessa cosa“, ha infatti affermato.

Non sembra dello stesso avviso l’ENC, che pare comunque soddisfatto della modifica alla legge approvata dal Parlamento. “L’ENC rileva che da parte del Parlamento è stato definitivamente sepolto, nonostante la soverchiante e ossessiva pressione animalista, il concetto di graduale eliminazione degli animali dagli spettacoli – scrivono i suoi rappresentanti – ben diversamente, infatti, si qualifica il principio di graduale superamento presente nel testo approvato, destinato a concretarsi sulla base di diverse valutazioni di sostanza, di scaturigini scientifiche, di risorse, di modi e di tempi”. Anche se il giudizio dell’ENC sulla riforma al Codice dello Spettacolo rimane negativo, dunque, l’Ente continua a sostenere una sostanziale differenza tra “eliminazione” e “superamento”, quest’ultimo (eventualmente) da valutare con rigore scientifico e con modalità da definirsi.

Certo, il rigore scientifico della nota ufficiale del veterinari della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) parlava di “circo anacronistico e dannoso per gli animali” e anche l’etologo Roberto Marchesini ai microfoni di Vegolosi.it aveva spiegato che gli animali esposti, messi in mostra, sono in qualche maniera già stati uccisi. Detto questo, comunque, l’ENC dichiara che “il Circo italiano è fermamente convinto che il Paese legale abbia rivelato nelle proprie determinazioni sul tema una lontananza galattica dal Paese reale, che continua a frequentare e con ciò ad alimentare in via sostanzialmente esclusiva, le proprie produzioni” continuando a battersi,  in ogni sede politica nazionale ed Europea, “per il proprio diritto all’esistenza, al lavoro, e per la riaffermazione della libertà di espressione artistica“. Una libertà, questa, che ricordiamo non essere più particolarmente apprezzata dagli italiani: nonostante i fondi stanziati dal Governo, infatti, gli italiani disertano gli spettacoli, con più del 71% della popolazione che si dice contrario al circo con gli animali.

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Crediti foto in apertura: circusworldbaraboo.org

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