Venezia, nasce il ristorante per onnivori: “Pochi metri quadri, abbiamo scelto”

A Venezia chi mangia in modo “classico” non avrà problemi: la la domanda vera è “Ne ha mai avuti?”.

Venezia è un piccolo gioiello, piccolo nel senso vero del termine anche in termini di spazio fisico. Il ristorante Riviera soffre, a quanto pare, la mancanza di metri quadri, nonostante il grande spazio esterno che da direttamente sulla laguna, tanto da prevedere di fare una scelta salomonica: non prevedere nessun tipo di piatto che accontenti “le filosofie alimentari alternative” che pure, assicurano, loro amano molto.

Quella del ristorante, la cui cucina è guidata da un giovane chef, Simone Silvestri, è una chiara trovata pubblicitaria: intitolare un ristorante agli “onnivori”. Granchi, granseole e tanti altri abitanti del mare sono protagonisti dei piatti di Simone che, secondo ciò che spiega il ristorante, è “in una fase di piena maturità espressiva” anche se l’assenza di una visione e una formazione culinaria realmente inclusiva, sembrerebbe suggerire il contrario.

Esiste una domanda da parte del pubblico di ristoranti per onnivori? Assolutamente no dato che il 99, 98% dei ristoranti nel nostro paese è gestito, pensato e “cucinato” solo per chi mantiene un’alimentazione “classica” mentre il grosso problema è quello contrario, relativo a chi, essendo vegano, non trova praticamente mai, uscendo a cena, opzioni di portate che possano essere considerate tali (a parte verdure grigliate e pasta al pomodoro).

Eppure la vendita di prodotti 100% vegetali nel nostro paese è aumentate enormemente e se è vero che i vegani non mangiano carne e derivati non è vero il contrario, ossia che un buon piatto a base vegetale è adatto a tutti anche a chi adora i granchi in padella. Forse Simone Silvestri ci ripenserà: imparare a cucinare nuovi piatti è sempre un’ottima cosa.

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