Tg3Europa: salumi? “Ottimi per dieta equilibrata, per sportivi e per chi deve crescere”

La televisione pubblica spiega che i salumi sono un vero toccasana, nessun contraddittorio, dati senza contestualizzazioni

Salumi Tg3 regione

Meno sale, meno grassi, meni nitriti e nitrati ma più vitamine: i salumi italiani con marchi europei sono eccellenze che fanno bene alla salute. Queste le conclusioni che si possono trarre dal servizio andato in onda domenica 30 aprile 2017 durante il TgrRegionEuropa. Il pezzo, realizzato durante la manifestazione NutriMi 2017 dell’incontro organizzato da ISIT (Istituto Salumi Italiani Tutelati), non lascia spazio a dubbi in proposito.

Schermata-2017-05-02-alle-16.37.08Fra gli ospiti delle interviste troviamo il dottor Luca Piretta, nutrizionista che insegna all’università Luiss di Roma: “Le indagini scientifiche recenti – spiega- hanno dimostrato che il contenuto nutrizionale dei salumi è andato migliorando negli ultimi anni, facendo in modo che sale, nitriti e nitrati e grassi diminuissero drasticamente e – aggiunge – questo fa in modo che i salumi possano rientrare senza problemi in una dieta equilibrata mediterranea adatta a sportivi e chi deve crescere, dato che le proteine sono fondamentali per la qualità della vita”.

Schermata-2017-05-02-alle-16.38.24Ma Piretta non è il solo a dare la propria versione dei fatti. Gianluca Ligasacchi, presidente dell’Isit, torna sul tema delle migliorie, anche caloriche, dei salumi italiani: “Meno calorie, grassi e sale nei salumi con marchi europei, perciò è possibile mangiarli molto più spesso di quanto non si pensasse, e contiamo che solitamente una porzione conta 30/40 grammi di salumi che valgono un centinaio di calorie”. Dati che non vengono mai espressi in cifre e nemmeno contestualizzati durante il servizio, senza contare che pare non esistere più il decalogo europeo per la prevenzione contro il cancro che al punto 5, spiega chiaramente che le carni conservate andrebbero evitate.  I dati scientifici proposti non sembrano andare d’accordo, quindi, né con le direttive europee, né con le dichiarazioni dell’OMS, né quelle della FAO.

Eppure i dati sul consumo di carne nel nostro paese sono sempre più fuori rotta: 75 chilogrammi all’anno, riporta ISMEA, ossia circa 1,5 chili alla settimana contro i 500 grammi suggeriti dall’AIRC. Delle due l’una: se, come dice il servizio, il fatturato delle industrie dell’eccellenza italiana è florido, come mai realizzare incontri come questo in cui si deve spiegare quanto siano buoni e salubri? Perché Elide Stancari,presidente della Federazione nazionale di prodotto per la carne bovina di Confagricoltura ha chiesto a gran voce al Parlamento Europeo “un aiuto per riacquistare la fiducia dei consumatori attraverso un’adeguata promozione del consumo di carne attraverso una corretta informazione?“. Qualcosa non torna, se non altro perché questo servizio sulla rete pubblica nazionale, più che dare delle informazioni sui salumi, sembra solamente uno spot per il consumo dei salumi “pieni di salubri proprietà”. 

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