Viaggia vegan: guida turistica per vacanze vegane

Agriturismi, gelaterie, ristoranti, b&b, gastronomie. Tutto vegan. Ma anche eco, organic e local. È in distribuzione in questi giorni “Viaggia vegan”, la prima guida turistica italiana per vacanze vegane. Realizzata dall’associazione Food Vibration Onlus, la guida nasce dall’esperienza dell’omonimo portale di turismo enogastronomico Foodvibration.it, recensice le strutture 100% vegan presenti nelle diverse Regioni d’Italia. “L’obiettivo era creare uno strumento operativo per far conoscere posti in Italia dove mangiare e dormire legati a un concetto di enogastronomia superiore, ovvero più buona, più gustosa, ma anche più etica e più sostenibile”, spiega il presidente dell’associazione, Vittorio Curtarello. “Abbiamo cercato chi sul territorio esprime questo tipo di cucina e lo abbiamo proposto in un’ottica turistica: andare a mangiare in un ristorante o visitare un agriturismo è, infatti, un’ottima occasione di viaggio e di vacanza”.

Per ogni struttura segnalata la guida fornisce una serie di informazioni pratiche, dall’indirizzo al numero di telefono per le prenotazioni fino al costo medio, ma anche indicazioni analitiche sulla percentuale degli alimenti biologici e a km 0 disponibili e una descrizione del tipo di cucina offerta, del menu e delle eventuali attività ludiche connesse. Stampata su carta ecologica e con l’uso di inchiostri vegetali, “Viaggia vegan”, distribuita da Macro Edizioni, è acquistabile in libreria e nei negozi di alimenti biologici e verrà inviata gratuitamente anche alle agenzie di viaggi. “Segnaliamo strutture garantite per chi è vegano – prosegue il presidente di Food Vibration Onlus – proprio perché abbiamo selezionato solamente realtà vegan gestite, normalmente, da chi ha fatto una scelta professionale che viene dopo quella personale ed è quindi molto preparato sui temi dell’alimentazione veg”.

Una realtà in continua espansione: “Realizzando la guida ci siamo accorti della scarsa capacità dei locali tradizionali di soddisfare le esigenze dei vegani in termini di adeguamento del servizio turistico e della ristorazione. Ma è anche vero – analizza Curtarello – che in Italia ci sono molti posti (almeno 200) grazie ai quali è possibile vivere serenamente la propria scelta vegan. Rispetto al contesto internazionale non siamo messi male, anche se ci sono Regioni d’Italia più avanti di altre. Ad esempio, al Sud l’offerta risulta più limitata. Un problema – conclude Curtarello – dovuto senza dubbio alla forte tradizione gastronomica italiana che rende più difficile un cambiamento di abitudini alimentari consolidate”.

Viaggia vegan. Guida Italia Turismo e Ristorazione
di Food Vibration Onlus

Silvia De Bernardin

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