Parigi, Stella McCartney presenta la “pelle senza pelle”

Sulle passerelle francesi la nuova collezione autunno 2017: novità per la stilista è l’uso della “pelle senza pelle” che a suo dire adesso è “abbastanza lussuosa”

Già famosa per aver scelto di eliminare materiali di origine animale nelle sue creazioni, Stella McCartney ha da poco debuttato sulle passerelle di Parigi con la sua nuova collezione autunno 2017. Spirito giovane, linee “pop”, femminili ed eleganti ma, soprattutto, totalmente cruelty free: la stilista, infatti, ha puntato soprattutto sull’uso di un nuovo materiale, la “pelle senza pelle”, per creare pantaloni, cappotti, camicie e borse in pelle scamosciata sintetica in tutta la collezione. Una novità per la nota designer di moda, che finora aveva evitato la pelle fintaperché non sembrava abbastanza lussuosa”, come ha dichiarato recentemente. 

Ma adesso il marchio pare deciso a cambiare le carte in tavola e a dare il “buon esempio” nel mondo della moda: “Sono così felice che abbiamo finalmente a disposizione tessuti che sembrino validi tanto quanto la vera pelle e che quindi pongono realmente una domanda all’industria sul perché qualcuno abbia ancora bisogno di usare la pelle animale” afferma la stilista.
Non è possibile però trovare informazioni attendibili sul materiale utilizzato dalla stilista figlia di Paul McCartney, se non legate al fatto che si tratti di un materiale sintetico.

Non solo Stella McCartney

Le collezioni della McCartney – per quanto realizzate senza l’impiego di pelle e pelliccia – non possono sempre dirsi totalmente vegane perché utilizzano ancora lana e seta, ma è anche vero che il lavoro della stilista è certamente ben orientato verso una “moda etica”, considerato anche il suo impegno nella lotta contro la crudeltà sugli animali nel settore della moda. Circa un anno fa anche il noto stilista italiano Giorgio Armani ha detto “basta” all’impiego di pellicce nelle proprie collezioni, che però non si accompagna (almeno per ora) a un abbandono dell’uso di pelle. Piccoli passi, certo, ma che rappresentano un enorme progresso se pensiamo alla risonanza mediatica che queste scelte portano con sé, specie quando compiute da grandi stilisti di fama internazionale che devono il proprio successo anche all’uso di materiali di origine animale.

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