Italia, dati Eurispes 2026: aumenta chi mangia carne. Scendono i vegetariani, aumentano (di poco) i vegani
I nuovi dati Eurispes fotografano una situazione che è pressoché invariata da molti anni, anche se con una leggera flessione verso il basso per questo 2026.
Nuovi dati Eurispes che fotografano l’Italia lo fanno, come ogni anno, anche guardando sopra la tavola. Indicatore sociale importante e che racconta più aspetti della popolazione e della cultura alimentare nel nostro paese, anche nel 2026 sul fronte di vegetariani e vegani non ci sono grandi novità rispetto al 2025, anzi, si nota una leggera flessione negativa colpa – questa volta – dei vegetariani.
Nel 2026 leggiamo che sono l’8.5% gli italiani che, in generale, non consumano carne nei loro piatti: questa percentuale comprende un 5.3% di vegetariani e uno 3.2% di vegani. Ma come è andata rispetto allo scorso anno? Nel 2025 i vegetariani in Italia secondo Eurispes erano il 9.5% mentre i vegani erano il 2.9%. Insomma, diminuiscono i vegetariani (e anche di parecchio) e salgono un pochino i vegani. Guardando dall’alto la situazione possiamo anche dire – con rammarico – che l’86.6% della popolazione dello Stivale è onnivora. Fra loro, inoltre, ben il 22% ritiene che le scelte vegetariana e vegana possano essere pericolose per la salute (soprattutto nella fascia di persone con più di 64 anni).
Tutto questo in un paese in cui i tassi di obesità di mantengono sempre fra i più alti d’Europa: il 38.9% di chi abita in Italia è sovrappeso e il 9.8% è obeso, con una spesa sanitaria annuale stimata attorno ai 30miliardi di euro contro un investimento per la prevenzione di queste situazioni di poco più di 1.3 miliardi nel 2025.
Ma cosa succede a chi smette di essere vegetariano o vegano? Dai dati sembra emergere una questione legata al timore di non riuscire a mantenere nel tempo la scelta ma anche di rischiare problematiche per la salute. Eppure sono ormai decenni che i dati scientifici raccontano che la scelta senza carne – ma in particolare quella vegana che sceglie anche di non mangiare derivati come matte, uova, burro, formaggio – è assolutamente sicura per la salute umana in qualsiasi fascia di età per persone in salute – al netto della necessaria integrazione della vitamina B12 che non è presente in quantità sufficienti e adeguatamente biodisponibili negli alimenti vegetali o nei loro derivati. Non solo. Mangiare vegano è anche la migliore scelta dal punto di vista ecologico, come dimostrano ulteriormente nuovi dati che hanno messo a confronto la scelta mediterranea e quella vegana rispetto alle emissioni di gas cimalteranti.
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