Vegetariani e vegani: “Non staremo esagerando”?

ThumbQualche settimana fa, sulle pagine di un noto settimanale femminile italiano, appare un titolo interessante “Vegani: non staremo esagerando?”. La polemica era prevista e, probabilmente, anche voluta. “Ma è mai possibile – si domanda la giornalista- che siamo arrivati a sentirci in colpa nel mangiare una normale crostata fatta in casa, perché contaminata da ingredienti di origine animale?”.

Sulle pagine de “La Stampa” invece, appare poco dopo, un articolo che racconta di come la dieta vegana sia una delle tante possibilità messe in campo durante uno studio scientifico per risolvere l’eccesso di peso corporeo: “Diventando vegani – si legge – seppur con la «promessa» di tornare onnivori una volta buttati giù i chili di troppo, bisogna far sì che non vadano persi anche i nutrienti e le vitamine essenziali all’organismo. Altrimenti il gioco non vale la candela”. E poi i vip: “La dieta vegana che stavo seguendo non mi faceva bene, passo alla paleo”: apriti cielo, Anne.

Si sono moltiplicati in questi ultimi giorni anche articoli che raccontano di quante siano le persone che “tornano indietro” perché non resistono alla gola, e anche di famose attrici che si sentono “deboli” perché mangiano solo tofu e abbandonano la strada dell’alimentazione vegana. C’è un solo, grosso, problema: la scelta alimentare vegetariana e quella vegana non hanno nulla a che vedere né con una dieta dimagrante, né con una moda, né con una tendenza de “i nuovi guru”. Si può scegliere di non mangiare più carne o i suoi derivati per motivi etici, per modificare il proprio stato di salute, ed infine, per impattare meno sull’ambiente, oppure un mix fra queste.

Quello che pare di notare, però, è una generale disinformazione proprio riguardo le motivazioni profonde che portano a questo passo. Nessuna delle persone che mangiano vegetariano o vegano si sente “in colpa” nel desiderare una crostata: semplicemente, informandosi, sceglie di non voler partecipare con il proprio acquisto (uno dei poteri reali e politici più grandi che abbiamo a disposizione) ad un certo sistema di produzione, e decide di mangiarne una, altrettanto buona (se non migliore, scegliendo la ricetta giusta) ma senza uova e burro.

Insomma, no, non stiamo esagerando (sempre che questo “noi” che presume un “voi”, abbia un senso e per noi non lo ha), stiamo “solo” scegliendo; un vecchio uomo saggio francese disse: “Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere”, quindi, siamo tutti sullo stesso piano.

Federica Giordani

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