Sportivi vegani e vegetariani: da Aguero a Contador

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Un’alimentazione sana e corretta è requisito fondamentale per qualsiasi sportivo, sia esso professionista o semplice amatore. Negli ultimi anni, in parallelo con la diffusione di una migliore cultura gastronomica, si ricerca sempre più una combinazione perfetta tra nutrizione e rendimento agonistico, che protegga e aiuti il corpo anche nello sforzo di una competizione in modo rigorosamente naturale. In molti hanno intrapreso un percorso che li ha portati verso vegetarismo e veganismo, dimostrando come sia possibile essere sportivi, anche agonistici, vegani o vegetariani: l’assunzione di cibo “green” non danneggia la carriera sportiva, anzi la aiuta e la agevola.

Questo è il caso, ad esempio, dell’attaccante argentino del Manchester City Sergio Agüero, che è da poco diventato vegetariano ed è tornato a grandissimi livelli, con una media di gol che si è letteralmente impennata (con la doppietta realizzata nel derby perso con lo United per 4-2 è arrivato a quota 100 reti con la sua squadra, dove milita da quattro stagioni). Il quotidiano spagnolo “El Mundo Deportivo” descrive così la sua trasformazione nel periodo veg: “Aveva bisogno di uno stile di vita più sano ed è andato a farsi vedere da un medico in Italia, il quale lo ha controllato, dicendogli che doveva cambiare regime alimentare: non più pasta, non più zucchero e niente carne, come era abituato a mangiare in Argentina”.

Un altro esempio ci giunge dal tennis grazie alla campionessa americana Venus Williams: dopo aver scoperto nel 2010 di avere la Sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune reumatica che atrofizza i muscoli e provoca secchezza agli occhi e alle labbra, la maggiore delle sorelle Williams è diventata vegana, convincendo anche la “piccola” della famiglia, Serena, ad adottare questa alimentazione. Lei stessa ha dichiarato che “da quando ha cambiato alimentazione i sintomi della malattia si sono ridotti“.

Nello stesso sport, altro nome celebre è la campionessa argentina Martina Navratilova: è stata una delle avanguardiste, essendo vegana sin dal 1993. Leggenda vivente in questa disciplina, ha vinto tutto quello che c’era da vincere con la racchetta tra le mani ed è uno dei membri più esposti dell’associazione animalista americana Peta.

Uno degli atleti di allenamento a corpo libero più famoso al mondo, Frank Madrano, è vegano. Il suo fisico è semplicemente perfetto, tanto da essere soprannominato “superuomo”, e da anni ha rinunciato a mangiare qualsiasi alimento di origine animale. I video su Youtube in cui mostra come si allena hanno decine di milioni di visualizzazioni: una vera icona per tutti gli appassionati.

Anche il campione di ciclismo Alberto Contador, in questi giorni impegnato al Giro d’Italia nonché uno dei favoriti per la vittoria finale, è diventato vegetariano: ha confessato che spesso i direttori sportivi con cui ha lavorato hanno criticato la sua scelta – compiuta dopo essere risultato positivo al doping nel Tour del 2010 – ma lui prosegue sulla sua strada, eliminando completamente dalla propria alimentazione carne e pesce.

Abbiamo anche un esempio tutto italiano: uno dei volti simbolo del nostro rugby, Mirco Bergamasco, non solo ha deciso di diventare vegano ma ha anche aperto, insieme alla moglie, un bistrot di cibo solo vegetale nel cuore di Padova chiamandolo “Doody’z”, dal nome del cane di famiglia. Il riccioluto rugbista e la moglie, Ati Safavi, hanno così presentato il locale: “Da tempo abbiamo scelto uno stile di vita vegano che ha dei valori profondi, dal rispetto per gli animali a quello per l’ambiente. A questo abbiamo aggiunto la passione per la buona cucina. Da qui l’idea di preparare il progetto di un fast food per tutti, anche per chi ha un’alimentazione non solo vegana, ma che ama cibi buoni e sani”.

Il vincitore di dieci medaglie olimpiche (di cui 9 d’oro) nell’atletica leggera Carl Lewis è vegano sin dal 1990, anche se lo ha annunciato circa dieci anni dopo. Da allora ha sempre dichiarato di aver compiuto questa scelta per motivi etici e religiosi: “Ho scoperto che un atleta non ha bisogno di proteine animali per essere un atleta di successo. Infatti il mio migliore anno nelle competizioni di atletica leggera è stato quando mi sono convertito al veganismo”, ha raccontato.

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