L’agnello bela dentro al recinto sull’altare di un monastero – Video

Le immagini mostrano ancora una volta un animale trasformato in spettacolo

Nonostante la qualità del video non sia alta, l’audio di queste immagini è chiaro: un agnello bela mentre è con grande probabilità legato all’interno di un recinto in legno sull’altare di un monastero esposto agli astanti in preghiera. Siamo a Brindisi nel Monastero di Santa Maria di Cotrino Latiano e le immagini sono state diffuse online su social network nel profilo di Rinaldo Sidoli, responsabile centro studi del Movimento Animalista.

La polemica si sta facendo accesa tanto che anche la LEAL (Lega Antivivisezionista) ha invitato tutti a protestare fermamente, inviando mail al monastero, contro questa forma di esposizione al pubblico dell’animale che appare turbato e spaventato. Si tratta secondo la LEAL di “Una scelta perversa e tanto lontana dalla pace e dall’amore che tutte le religioni si prefiggono di diffondere”, tanto che l’associazione sostiene di aver contattato il proprio legale riservandosi di intervenire nei confronti del responsabile del monastero. Incredibile, a detta sempre di LEAL, “la mancanza del senso di pietà ed empatia nei confronti di un essere vivente legato all’altare davanti ad astanti incuranti dei belati della povera creatura”.

La questione dell’ “agnello pasquale” nella religione cattolica

Una scena certamente non edificante, né utile, bensì una sorta di spettacolo ai danni dell’animale che viene esposto come simbolo di una tradizione, quella del sacrificio pasquale che una parte del mondo cattolico respinge fortemente, come ha raccontato a Vegolosi.it Marilena Bogazzi, fondatrice dell’Associazione Cattolici Vegetariani, nata nel 2009 “Il sacrificio dell’agnello non è affatto una tradizione di cui si parla nel Nuovo Testamento. Monsignor Castoro l’ha spiegato alla perfezione: “La Pasqua cristiana, non ha nulla a che fare con la strage di milioni di agnellini, in quanto Cristo, vero agnello pasquale, ha immolato se stesso per riscattarci dalla malvagità e dall’ingiustizia.” Più chiaro di così”.

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