Mense pubbliche e ospedali: proposta di legge per garantire opzioni vegetali
Una svolta necessaria che in Italia tarda ad arrivare ma che seguirebbe l’esempio di molti altri Paesi europei, come il Portogallo
È stata presentata ufficialmente la proposta di legge denominata “Sostegno alla dieta mediterranea attraverso la valorizzazione di opzioni alimentari sane e sostenibili nelle mense pubbliche”. Il provvedimento, che vede come prima firmataria l’Onorevole Eleonora Evi (PD), punta a una riforma strutturale della ristorazione collettiva in Italia, con l’obiettivo di inserire una maggiore varietà di fonti vegetali nei menù destinati a istituzioni e strutture pubbliche.
La normativa si rivolge a un ampio spettro di realtà: ospedali, università, scuole, uffici pubblici, Residenze Sanitarie Assistite (RSA), penitenziari e strutture di accoglienza. Il testo prevede che in questi contesti venga assicurato un corretto apporto proteico derivante da fonti vegetali, garantendo pasti equilibrati non solo per ragioni di salute, ma anche per rispettare le esigenze di chi, per motivi etici o religiosi, esclude cibi di origine animale dalla propria dieta.
La situazione in Italia
La proposta di legge integra le osservazioni elaborate dall’associazione REFOOD (Redefine Food ETS), promotrice della campagna «Mense Più Green». I dati raccolti dall’associazione evidenziano una criticità strutturale: un sondaggio condotto da REFOOD in 80 ospedali italiani ha rivelato che il 36,9% degli intervistati, tra pazienti e personale, non ha avuto accesso ad alcuna opzione vegetale. Le testimonianze riportate nel dossier citano casi di pazienti vegani a cui sono stati somministrati pasti a base di carne o, in alternativa, porzioni nutrizionalmente insufficienti composte unicamente da verdure bollite per diversi giorni consecutivi.
Oltre al profilo dei diritti individuali, il testo pone l’accento sulla sostenibilità ambientale e il contenimento della spesa pubblica. Secondo l’On. Evi, focalizzarsi sulle proteine vegetali permette di recuperare i principi cardine della dieta mediterranea e di ridurre l’impatto ecologico del sistema alimentare, considerando che il 70% dei terreni agricoli è attualmente destinato alla produzione di mangimi per il settore zootecnico. Il maggiore ricorso ai legumi e ai prodotti di stagione e territoriali consentirebbe inoltre di abbattere i costi di gestione e ridurre gli sprechi alimentari.
Troppa carne, in ogni caso
Sotto il profilo medico-scientifico, i dati della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) confermano che il modello della dieta mediterranea è oggi scarsamente applicato in Italia, specialmente nelle fasce più giovani della popolazione, dove si registra un consumo di carne superiore alle soglie raccomandate e una carenza di cereali integrali e verdure. Giada Guidi, della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV), ha ricordato come oltre il 50% della mortalità nel Paese sia legata a patologie cardiovascolari e oncologiche, fortemente condizionate da fattori di rischio modificabili come l’alimentazione. In Italia, infatti, un cittadino su due è in sovrappeso e la statistica colpisce un bambino su tre.
E il resto del mondo?
L’iniziativa legislativa si inserisce in un solco già tracciato da diversi partner europei. Roberta Alessandrini di PAN International (Physicians Association for Nutrition) ha ricordato come il Portogallo abbia reso obbligatoria l’opzione vegetale nelle mense già dal 2017. Altri Paesi come Finlandia (che punta al dimezzamento del consumo di carne entro il 2030), Danimarca, Svezia, Polonia e Regno Unito hanno già adottato normative simili per incentivare i consumi vegetali.
Mentre l’iter parlamentare prosegue in attesa di raccogliere supporto trasversale, REFOOD ha annunciato l’avvio di un progetto pilota presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. In collaborazione con SSNV, il progetto si occuperà di introdurre menù vegetali bilanciati e di curare la formazione specifica del personale di cucina. L’associazione ha inoltre attivato una petizione pubblica sul proprio sito ufficiale per sostenere il percorso della legge.
Foto: presentazione della proposta di legge, conferenza stampa (immagine fornita da Refood, che ringraziamo)
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