Vegolosi

New York, città sempre più “green”, pronta a dire addio a foie gras (e hot dog)

Come Bruxelles, anche New York è sul punto di bandire la vendita di foie gras: questa settimana in città si è tenuto il consiglio comunale per discutere di diverse proposte di legge, tra le quali anche Intro 1378, proposta lo scorso gennaio da Carlina Rivera, membro del Consiglio della città, proprio sulla possibilità di mettere al bando questo prodotto. Un cibo “d’élite” di origine francese, ma ormai noto e consumato in molte parti del mondo e che, come ha documentato anche Essere Animali, viene prodotto in maniera aberrante: oche e anatre ingozzate forzatamente con enormi quantità di cibo, inserite direttamente nello stomaco con un lungo tubo metallico. Scopo di questo processo, chiamato “gavage“, è provocare in pochi giorni – con un’alimentazione eccessiva e ricca di grassi – un’infiammazione del fegato e una conseguente lipidosi epatica. Sarà poi questo fegato “malato” a diventare il foie gras, per l’appunto “fegato grasso”.

Le proteste dei produttori

Non sono pochi i politici newyorkesi che da gennaio a questa parte hanno sostenuto l’introduzione di questa legge (25 su 51 del totale) che, se approvata, imporrebbe multe fino a 1.000 dollari e un anno di carcere a chiunque continui a vendere questo prodotto nello stato di New York. Non tutti, però, sostengono il cambiamento: “Distruggerebbe drasticamente il business dei piccoli agricoltori nella parte nord di New York – ha dichiarato Andy Wertheim, presidente di D’Artagnan, uno dei principali venditori nazionali di foie gras – creando un effetto domino sull’industria, con ripercussioni per i fornitori e le aziende”.

Alcuni produttori di foie gras newyorkesi scesi in campo per protestare contro la messa al bando di questo prodotto

“Si tratta di un prodotto di lusso di cui non abbiamo bisogno a New York – ha dichiarato Rivera – attualmente solo l’1% dei ristoranti serve il foie gras, ma sono di fascia alta e ci sono molte opzioni per rimpiazzarlo, senza colpire le tasche di nessuno”. Anche il sindaco della città, Bill De Blasio, pare appoggiare la nuova politica contro il foie gras, come si evince dalle parole della sua portavoce Marcy Miranda, secondo la quale l’amministrazione della città considera importante la sicurezza e il benessere degli animali così come “i posti di lavoro e i mezzi di sussistenza dei newyorkesi i cui stipendi dipendono da questo industria”.

New York, una città sempre più “green”

Quella contro il foie gras è solo l’ultima mossa della città di New York verso la strada di una maggiore tutela dei diritti animali, oltre che della salvaguardia ambientale e della salute dei cittadini: come ricorderete, infatti, qualche tempo fa la città ha dato lo stop definitivo agli animali selvatici nei circhi mentre ancora prima, per la prima volta nella storia della legislazione americana, un giudice ha decretato che gli scimpanzé sono dotati di “diritti umani”. Durante il congresso in cui si è discussa l’approvazione della legge contro il foie gras, inoltre, i membri del Consiglio hanno discusso un totale di 16 proposte di legge che riguardano il benessere animale, tra cui anche il divieto di vendere cani, gatti e conigli nei negozi di animali, la possibilità di una maggiore tutela dei cavalli “da trasporto” in condizioni climatiche avverse, la protezione degli uccelli selvatici dai bracconieri e altro ancora.

A questo si aggiunge il fatto che la città è la prima negli Stati Uniti ad aver introdotto i lunedì vegetariani nelle scuole, aderendo al progetto “meatless monday” lanciato nel 2003 negli USA per ridurre il consumo di carne, che prevede di rinunciare del tutto alla carne un giorno a settimana, in particolare il lunedì. Un piccolo passo verso una maggiore tutela dell’ambiente – legato all’impatto devastante degli allevamenti intensivi sui cambiamenti climatici – a cui si accoda l’ultima novità in città: lo scorso aprile il sindaco ha approvato un “pacchetto green” per combattere i cambiamenti climatici, mettendo al bando perfino il suo famoso hot dog nelle mense pubbliche come quelle di scuole, ospedali e università. L’obiettivo della città, la prima a muoversi in questa direzione, è di eliminare del tutto la carne lavorata (inserita dall’OMS tra gli alimenti cancerogeni per l’uomo) e di tagliare del 50% i consumi di carne rossa, considerata invece un cancerogeno probabile.

Ma la tutela ambientale della città non si ferma qua e abbraccia un obiettivo ambizioso: entro il 2050 New York sarà a emissioni zero. In contrapposizione alla politica del presidente Donald Trump – secondo il quale i cambiamenti climatici “non esistono” – la città adotterà misure per azzerare le emissioni inquinanti entro il 2050, data entro la quale tutto il rifornimento elettrico dovrà derivare da fonti di energia rinnovabile. Ma non basta: nel frattempo la città dovrà ridurre il più possibile l’inquinamento atmosferico, con un calo dell’85% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, mentre il restante 15% dovrà essere compensato con misure per rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera. “Si tratta di un obiettivo ambizioso – afferma il Governatore dello Stato di NY, Andrew Cuomo – ma è la legge migliore mai approvata nel paese” conclude.