Vegolosi

Ucciso il giaguaro Juma, mascotte olimpica del Brasile

Neanche un mese è passato dalla morte del gorilla Harambe allo zoo di Cincinnati che un altro analogo episodio – che promette di portarsi dietro lo stesso, lungo strascico di proteste e indignazione – si è verificato a Rio, in Brasile. Diverse le circostanze, identica la conclusione: il giaguaro femmina Juma è stata uccisa.

Il fatto

Juma era stata scelta, in qualità di simbolo del Brasile, come mascotte per il passaggio della torcia Olimpica (in previsione dei prossimi giochi che inizieranno il 5 agosto 2016) a Manaus (Amazzonia). Rimasta placidamente al guinzaglio con una catena al collo durante la cerimonia, al momento di rientrare in gabbia non ne ha voluto sapere. Nonostante il tentativo di un team di veterinari di sedarla, lo splendido esemplare ha “tentato la fuga”, o, molto più probabilmente, visto lo stress cui era stata sottoposta e non trovandosi nel suo luogo abituale (proveniva da uno zoo dopo essere stata salvata dai bracconieri) era parecchio confusa. “Durante il passaggio da una gabbia all’altra nello zoo dell’esercito, il giaguaro è scappato. E’ stato inseguito e gli sono stati sparati tranquillanti con una saracena, ma malgrado quattro dosi, si è precipitato su un veterinario e l’abbiamo dovuto sacrificare“, ha spiegato il colonnello Luiz Gustavo Evelyn del Centro d’istruzione di guerra nella giungla (Gigs) di Manaus.

Le reazioni

“Non ci saranno altri incidenti come questo a Rio 2016”, ha assicurato il comitato organizzatore dei Giochi ammettendo “l’errore nel consentire che la torcia, simbolo di pace e unità, fosse esibita con un animale selvaggio incatenato, una immagine che si oppone ai nostri valori”. Ma, stando a quanto riferisce l’ente governativo dello stato dell’Amazonas che controlla l’uso degli animali selvatici (IPAAAM), la presenza di Juma non era stata autorizzata ed era quindi illegale dal momento che non era stata fatta alcuna richiesta per l’utilizzo di Juma durante la cerimonia di passaggio della torcia Olimpica. Per questo motivo l’IPAAAM ha deciso di aprire un’inchiesta per accertare le responsabilità dell’incidente.

Inevitabili sono state le proteste innalzatesi in tutto il mondo. Così ha commentato la PETA sul suo sito:

“Le foto mostrano l’animale spaventato e con un’enorme catena attorno al collo. Quando la cerimonia è finita ha reagito come è nella sua natura cercando di fuggire e pagando questo tentativo con un’esecuzione immediata da parte dei militari. Quando impareremo? Gli animali selvatici tenuti prigionieri, costretti a fare cose innaturali e spesso dolorose per loro, sono bombe a orologeria pronte a esplodere: la prigionia mette la vita di questi animali e degli uomini a rischio. PETA sollecita chiunque si sia indignato per la morte senza senso di questo giaguaro, del gorilla Harambe, o degli innumerevoli altri animali selvatici sfruttati, di aborrire ogni attività che metta in mostra esseri viventi per il divertimento dell’uomo”.

Serena Porchera

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