Vegolosi

PETA ai bambini: “Vuoi un sandwich di pollo? Devi ucciderlo tu” – Video

 

Se les pidió a unos niños que prepararan un sándwich de pollo.

Este fue el resultado.

+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+

Si necesitas información para dejar de comer animales, escríbenos por mensaje privado y te ayudamos a lograrlo.
Hazlo por ellos.

Posted by Por Los Animales on Wednesday, July 18, 2018

È giusto che anche i bambini sappiano, fin da piccoli, da dove proviene il cibo che hanno nel piatto? Questa è l’idea di PETA Latino, la versione spagnola dell’organizzazione per i diritti degli animali più nota e importante a livello internazionale, che qualche tempo fa ha realizzato un video (qui in alto) particolarmente toccante e per certi versi anche “forte”, con protagonisti due bambini. Alla domanda “se ti trovassi nel deserto con il tuo cane e avessi molta molta fame, lo uccideresti per mangiarlo?” la risposta è limpida e sicura: “No, perché ha un’anima come la mia“.

Ecco quindi che scatta la domanda fatidica: “qual è il tuo piatto preferito?”, e i due ragazzini rispondono entrambi “carne di pollo” o “hamburger”, con l’innocenza tipica di quell’età. A quel punto, però, entrambi vengono messi di fronte alla realtà: per mangiare della carne di pollo nel loro panino, dovranno procurarsela, uccidendo con le loro stesse mani l’animale che gli è stato messo di fronte. Com’era prevedibile, entrambi rifiutano categoricamente posando il grosso coltello che gli era stato offerto. L’esperimento però procede e gli autori del video fingono di chiedere a qualcun altro di macellare il pollo al posto dei bambini, di fronte a loro; a quel punto, il maschio scoppia in un pianto disperato. Il “macellaio” viene ovviamente fermato in tempo e alla domanda sul perché non voglia che il pollo venga ucciso, il bambino dà una risposta spiazzante: “Perché vedo un’anima che verrà uccisa di fronte a me“.

La polemica sul web

Non tutti gli utenti sul web, però, hanno apprezzato il contenuto di questo video: specialmente sulla pagina Twitter dell’associazione, molte persone hanno criticato l’iniziativa parlando di “manipolazione” nei confronti dei bambini e vedendo nel contenuto del video una sorta di costrizione verso la scelta vegan se non addirittura di “tortura psicologica“. Eppure, anche se con altre modalità, questo non è certo il primo tentativo di aprire gli occhi dei bambini sul cibo che portano in tavola: esistono anche “libri gentili” come la raccolta di racconti Lo dico ai bambini – Favole segrete degli animali, pensati per informarli in modo veritiero ma delicato su cosa accade realmente negli allevamenti, negli zoo e nei parchi acquatici.

Allo stesso modo, non mancano video sul web – come quello divenuto subito virale di Indie-Rose, bambina irlandese di 5 anni che rifiutò di mangiare tacchino, diventando vegetariana – in cui i più piccoli manifestano una sensibilità spiccata nei confronti degli animali, mettendo in luce come il nostro mangiare carne sia frutto semplicemente di un’abitudine dura a morire. Ce lo spiega anche la psicologa americana Melanye Joy che per prima nel suo libro Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche ha parlato di “carnismo“, un meccanismo psicologico “che ci condiziona nel mangiare certi animali, lo facciamo senza pensare a cosa stiamo facendo, ma solo perché il sistema di credenze che sottende questo comportamento è invisibile”.

Forse, come dicono alcuni, l’approccio PETA si è rivelato un po’ “forte” ma non del tutto ingiustificato. Secondo la LAV, l’empatia si impara da piccoli “perché è nella prima infanzia che si sviluppano le basi della personalità. Esempi sbagliati possono incidere sullo sviluppo sociale dei piccoli, rafforzare concetti specisti, far credere che il dominio degli altri, specialmente dei più deboli, sia il modo per affermarsi e trovare la propria autostima. Quando questi atteggiamenti si sono radicati, vivendo in un contesto di violenza o indifferenza ai diritti degli altri, possono essere difficili da superare“.