Vegolosi

“Macellare gli animali è un diritto”, il presidente di un consorzio di allevatori prende posizione

Macellare gli animali è un diritto e in quanto tale non può essere annullato. Così la pensa Giampaolo Maloberti, presidente del consorzio piacentino di allevatori e macellai La Carne Che Piace”, che si dice “infastidito dal tentato indottrinamento dei mass media sulla bontà della dieta di ‘fanatismo vegano’ o sull’ondata dei cibi non convenzionali, come gli insetti“. Ancora una volta, dunque, si riapre lo scontro (senza senso) tra vegani e “carnivori”, a discapito della corretta informazione.

“È vergognoso – continua Maloberti – che i consumatori di carne vengano additati da qualcuno come criminali. Queste nuove dottrine alimentari, che annullano la tradizione gastronomica dei nostri territori e l’indotto di numerose famiglie, fanno il solo interesse delle grandi multinazionali sovrastatali tese ad imporsi sulle piccole realtà produttive sinonimo di qualità e controlli“. Su questo ci sarebbe molto da dire. Se è vero che le piccole realtà produttive possono talvolta prestare più attenzione al benessere animale, è anche vero che la produzione di alimenti di origine animale nel nostro paese – come in qualsiasi parte del mondo, in realtà – è comunque sempre frutto di morte e sofferenza, non più giustificabili nel 2018.

Inoltre, anche dietro a quelle che vengono considerate “eccellenze italiane nel mondo” si celano realtà aberranti: pensiamo, per esempio, alla produzione del Prosciutto di Parma, che nasconde una realtà scioccante fatta di maltrattamenti e sofferenza indicibili, come svelato da un’indagine sotto copertura dell’associazione Essere Animali. Eppure il Prosciutto di Parma è un prodotto con denominazione di origine protetta (D.O.P.), e in quanto tale per la sua produzione sarebbe obbligatorio rispettare delle procedure ben precise e degli standard minimi di benessere animale previsti dalla legge dell’UE, ma che evidentemente – eludendo i controlli – non sempre vengono rispettati. Additare chi mangi carne come “criminali” è ingiusto ed esagerato, certo, ma forse non possiamo nemmeno andare troppo fieri di quello che accade negli allevamenti intensivi, anche del nostro paese. Come ricorda, tra gli altri, anche il Worldwatch Institute, “mangiare carne non è più solo una scelta personale” e forse non tutti l’hanno capito.

La cucina vegana distrugge la tradizione?

“I piatti vegani stanno distruggendo la tradizione culinaria italiana, portando sulle tavole cibi che spesso provengono da altre parti del mondo.” continua Maloberti. Tra le sue affermazioni, questa è forse una delle più assurde. Va ricordato, infatti, che moltissimi piatti della tradizione culinaria nostrana sono vegani (pensiamo, solo per citarne alcuni, alla pasta al pomodoro, alla farinata ligure o alla pasta con i fagioli) e certamente nessun vegano mangia esclusivamente tofu, seitan o tempeh. Questi alimenti, infatti, non sono necessari per seguire un’alimentazione vegetale equilibrata, che deve basarsi principalmente sul consumo di cereali, legumi, frutta, verdura, semi oleosi e frutta secca, come ricorda la piramide alimentare stilata dagli esperti di SSNV.

Maloberti punta il dito anche contro la scelta vegana in età pediatrica: “Sono preoccupanti le reazioni di alcune famiglie che vorrebbero eliminare la carne dall’alimentazione dei bambini: ai più piccoli servono proteine, ferro, vitamina B12 per crescere… Nella dieta vegana mancano gli amminoacidi essenziali: bisognerebbe condannare questo tipo di genitori, che compromettono lo sviluppo dei bambini”. Secondo il dottor Mario Berveglieri, medico pediatra specializzato in Scienza dell’Alimentazione e con un Master internazionale in Nutrizione Vegetariana, “tutte le linee guida internazionali classificano le diete vegetali come salutari, anche nei bambini. Se un bambino viene alimentato con una dieta vegana adeguata e bilanciata, non solo non andrà incontro a carenze, ma riscontrerà numerosi benefici in termini di salute“. A testimonianza di questo, tutte le recenti “bufale” dei media sui bambini vegani denutriti sono state smentite e un documentario ci racconta, invece, di bambini vegani sani e meravigliosi.

Non poteva mancare, naturalmente, un accenno alla spinosa questione della caccia: per Maloberti, infatti, è assurdo che qualcuno la voglia vietare perché “se regolamentata e controllata, può definirsi una ricchezza. Il nostro Consorzio è pronto ad ascoltare le aziende che trattano la selvaggina per ridurne la presenza in montagna e facilitare la vita di agricoltori e allevatori, nonché a porsi da catalizzatore di chiunque voglia fare squadra sulla produzione di derrate con materia prima locale”. Non possiamo fare a meno di evidenziare come, una volta di più, la questione sia analizzata solo dal punto di vista antropocentrico, senza tenere conto del diritto alla vita di milioni di animali che ogni anno vengono uccisi barbaramente, oltre che dell’opinione degli italiani: ancora oggi, secondo i dati Eurispes, 8 italiani su 10 sono contrari a questa attività.

 

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