Vegolosi

“Il circo senza animali? Morte certa. Non è diseducativo, anzi”, a Roma la protesta

No agli estremismi e alle criminalizzazioni, sì alla tradizione e all’indotto del circo: questa la sintesi della manifestazione tenutasi ieri, 2 maggio 2017, presso la piazza del Pantheon e che ha visto centinaia di circensi (così riporta l’agenzia Adn Kronos) ed alcuni esponenti della politica italiana e Vittorio Sgarbi, chiedere a gran voce che l’intervento del legislatore non interferisca con la tradizione dello “spettacolo più antico del mondo”.

Un ippopotamo, animale acquatico, fa bella mostra di sé su una strada di cemento all’interno del backstage di un circo – Foto Essere Animali

“l dibattito circhi sì circhi no è privo di senso – ha detto il presidente Agis, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, Carlo Fontana – il Circo senza animali non è Circo, che resta il primo degli spettacoli socializzanti e valoriali“. Secondo il sito Circo.it (mensile dell’Ente Nazionale Circhi) “Il Circo tradizionale concreta da secoli la più pacifica, multietnica e multiculturale coesistenza fra popoli e religioni: basterebbe questo a renderlo un bene da tutelare in quest’epoca di conflitti violenti, di intolleranza razziale”. La manifestazione è stata il corollario dell’incontro “Esseri umani ed animali assieme nello spettacolo e nello sport per la tutela dei nostri migliori amici. Preoccupazioni e speranze del circo italiano in riferimento al Ddl n. 2287-bis “Delega al Governo per il codice dello spettacolo”.

Un cammello steso su un selciato mentre attende la serata dello spettacolo del circo di cui fa parte – Foto Essere Animali

Ma i circensi non sono gli unici ad essere intervenuti sul tema della presenza degli animali negli spettacoli. Alla manifestazione era presente anche Maria Antonietta Ruggiero, docente di pedagogia all’Università di Roma Tre che ha voluto smentire l’idea che il circo possa avere una valenza pedagogica negativa: si tratterebbe solamente di luoghi comuni e spesso le tesi degli animalisti a riguardo sarebbero, come riporta l’agenzia stampa, solamente anti scientifiche. Anche Maurizio Chiesa, veterinario, ha voluto dare il suo contributo durante la manifestazione sostenendo che: “La eliminazione degli animali dai circhi non ha alcun fondamento scientifico. Il tema è regolamentare in base ad evidenze scientifiche, tenendo in considerazione che il benessere degli animali può essere misurato e testato. Il legislatore non può permettersi di compiere scelte azzardate che metterebbero a rischio la vita di animali nati in cattività”.

Un ippopotamo sequestrato al Circo Martin nel 2014

Pare difficile credere a queste affermazioni quando vediamo orsi con la museruola ballare, elefanti costretti a camminare su due zampe, tigri obbligate a saltare in cerchi infuocati, zebre e ippopotami chiusi in gabbie e trasportati in camion per mezza europa, o cammelli e lama che camminano su spiazzi di cemento, scimmie vestite da clown. “Gli animali selvatici non possono essere addestrati senza che l’integrità della loro indole più profonda non venga distrutta – scrisse Tom Regan filosofo scomparso di recente. A fargli eco le parole dell’etologo Roberto Marchesini che ai microfoni di Vegolosi.it spiegò chiaramente che “L’esposizione dell’animale è già di per sé una forma di morte”. Anche la posizione della psicologa Annamaria Manzoni sul tema del ruolo educativo del circo è chiarissima nel suo volume “In direzione contraria”: “Le manifestazioni culturali con l’uso di animali vanno nella direzione esattamente opposta educando il bambino a non riconoscere lo stato d’animo dell’animale che ha davanti, a disconoscere i suoi segnali di sofferenza, a reagire con la gioia e il divertimento al disagio dell’animale”.

Sono stati più di 600, inoltre, gli psicologi di tutta Italia che hanno firmato un documento stilato dalla stessa Manzoni nel quale gli stessi esprimono “motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di circhi, manifestazioni e spettacoli in cui vengono impropriamente tenuti e impiegati animali”. Anche RaiTre, sotto la direzione di Daria Bignardi, ha deciso di non trasmettere più il circo in televisione.

Nel nostro paese, attualmente, non esiste una legislazione che impedisca l’utilizzo di animali nei circhi ma non sono poche le città e le regioni che hanno impedito a circhi che li utilizzano di fermarsi sul proprio territorio. Chi paga i circhi? Anche lo Stato, quindi noi: all’inizio del 2017 infatti la Consulta governativa, presieduta dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, ha addirittura incrementato di quasi 500 mila euro i fondi destinati ai circhi : dai 4 milioni e 475 mila euro del 2016 ai 4 milioni e 900 mila euro nel nuovo anno.