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Carne artificiale: in Giappone la producono a casa gli studenti

Costruire carne sintetica come compito a casa: la start up giapponese Integriculture, che crea in laboratorio alimenti alternativi alla carne, infatti, ha affidato la propria produzione agli studenti delle scuole superiori. La creazione di carne in vitro non è una novità, certo – tanto che sono diverse le aziende ormai impegnate in questo settore, come Beyond Meat – ma la cosa assolutamente straordinaria è che questa il tutto sia stato affidato a dei ragazzi. Attraverso il Shojinmeat Project, fondato senza scopo di lucro dal chimico Yuki Hanyu, proprietario dell’azienda, viene infatti messo a disposizione degli studenti un vero e proprio “starter kit” composto da scatole riscaldate ad alta tecnologia che contengono tutto l’occorrente per cimentarsi nella creazione di “carne artificiale” in vitro, a casa propria, partendo da cellule animali. Chi l’ha provata parla di un alimento davvero molto simile alla carne, sia per sapore che per consistenza.

Un’idea che ha dell’incredibile, che non ha ancora portato la “carne vegana” sul mercato, ma che ha l’ambizione di creare un vero e proprio progetto accademico, impegnando persone e tecnologie da applicare ai prodotti futuri.
Intanto, l’idea di lavorare con gli studenti delle scuole ha già fatto guadagnare alla start up una certa attenzione internazionale e l’esposizione mediatica. Ma questo non basta: tra gli obiettivi di Hanyu c’è anche quello di focalizzare l’attenzione sul fatto che la carne artificiale sia qualcosa di così semplice da poter essere creata anche da degli studenti.

“Se la carne artificiale è qualcosa a cui possono lavorare perfino gli studenti delle scuole, perché averne paura?” ha infatti dichiarato.

Non è chiaro se e quando l’idea potrà essere lanciata sul mercato, quello che è certo è che l’azienda ha presentato il brevetto basato sul proprio metodo di produzione.

L’approccio innovativo di questa azienda ha ottenuto anche il consenso del Good Food Institute, associazione no profit che promuove la creazione e la diffusione di “carni pulite”, sostenibili sia dal punto di vista etico che da quello ambientale. Sì, perché come ci ricordano – tra gli altri – sia Slow Food che il World Watch Institute, “mangiare carne non è più solo una scelta personale”, ma riguarda lo sfruttamento delle risorse, il riscaldamento globale e i diritti di milioni di animali. A quanto pare, però, siamo sulla buona strada per un futuro diverso tanto che, secondo Hanyu, “i sondaggi esistenti indicano che ancora prima che le persone abbiano davvero chiari i numerosi vantaggi che la “carne pulita” ha su quella animale, ci sono decine di persone che disposte a consumarla”. Un cambiamento in cui sperare e che potrebbe essere un “gioco da ragazzi”, è proprio il caso di dirlo.

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