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Atleti vegani scalano il Kilimangiaro: “La nostra scelta compatibile con lo sport”

Scalare il Kilimangiaro  – che, con i suoi quasi 6 mila metri di altezza, è considerata una delle vette più alte al mondo – è già di per sé un’impresa epica. Sicuramente lo diventa ancora di più quando si parla della “Vegan Kilimanjaro Plant-Based Nutrition Challenge“, una sorta di spedizione organizzata per dimostrare che le diete a base vegetale sono compatibili con l’attività sportiva, anche ad alti (anzi, altissimi) livelli. L’impresa, che inizierà a marzo del 2018, coinvolgerà un team di scalatori vegani tra i 18 e i 70 anni, promuovendo i benefici di una dieta 100% vegetale a tutte le età.

“Da vegana appassionata e convinta” ha affermato Sharon Warner, partecipante cinquantenne, “sapevo che questa era l’impresa per me e ho immediatamente coinvolto le mie due figlie”. Come loro, recentemente anche un altro “super atleta” vegano si è cimentato in questa fatica, che avrebbe spaventato uomini molto più giovani di lui: parliamo di Fred Distelhorst, ex dentista di 88 anni, vegano da molti anni e sportivo da sempre. “Credo di essere in buona salute, nonostante sia un ragazzotto piuttosto anziano” ha detto di sé l’uomo, che grazie alla sua impresa potrebbe presto approdare nel Guinnes dei primati come l’uomo più anziano ad aver mai conquistato la vetta del Kilimangiaro.

Una volta di più, se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto la conferma che l’alimentazione vegana non solo è compatibile con l’attività sportiva, ma anzi apporta anche benefici: ce lo dimostrano i tanti atleti, anche alle Olimpiadi, che sono passati a un’alimentazione 100% vegetale per migliorare le proprie prestazioni sportive.

Nonno vegano da record: a 88 anni scala il Kilimangiaro insieme alla nipote