Vegolosi

YouTube: 1,2 miliardi di visualizzazioni alla crudeltà sugli animali

Animali torturati, incatenati, cacciati crudelmente o mangiati vivi, sono i tragici protagonisti dei video di YouTube segnalati da Lady Freethinker, un’associazione no-profit statunitense che si batte per il benessere degli animali.

L’indagine, condotta nel 2020 insieme al quotidiano The Guardian, ha individuato nell’arco di tre mesi un totale di 2053 video che mostrano crudeltà sugli animali, domestici, allevati o allo stato brado. Gli episodi includono lotte clandestine tra animali, torture, caccia con metodi crudeli, animali mangiati vivi e persino finti salvataggi, oltre ad altre forme di violenza per scopi promozionali o di intrattenimento. Sono 146 i canali individuati, con un totale di oltre un miliardo di visualizzazioni complessive.

Le policy infrante di YouTube

Secondo le stime effettuate da LFT sulla base dei dati di Business Insider, questi video porterebbero un giro d’affari di quasi 15 milioni di dollari per chi li carica sulla piattaforma e oltre 12 milioni di dollari per YouTube grazie alle pubblicità correlate. Questo spiegherebbe perché, dopo le segnalazioni, a distanza di qualche mese solo 185 di questi video sono stati rimossi nonostante nessuno di essi rispetti le policy della piattaforma.

Le linee guida di YouTube, infatti, vietano l’upload di video contenenti immagini di lotte fra cani, polli e altri animali, torture su animali domestici e selvatici, e metodi di caccia non convenzionali, tra cui lo sfruttamento di animali per la cattura della preda o l’uso di ‘bombe’ di caramelle alla menta e cola, come si legge nel report di Lady Freethinker. Molte di queste pratiche sono peraltro ritenute illegali secondo le leggi di Stati Uniti e UK.

Un altro macabro atto violento che sembra andare di moda nei video è quello della messa in scena di finti salvataggi in cui cani o gatti vengono messi appositamente in una condizione di pericolo (per esempio minacciati da coccodrilli o serpenti) e “salvati” all’ultimo minuto proprio da chi sta realizzando il video o da loro complici.

Tra i contenuti più gettonati, i polpi mangiati vivi

Però non solo la piattaforma di sharing video sembra aver ignorato le segnalazioni dell’associazione, ma ad oggi sono stati aggiunti altri 600 video con gli stessi temi violenti. Pratiche crudeli che, oltre a ferire o uccidere gli animali protagonisti, possono urtare la sensibilità degli utenti, che secondo i sondaggi sono spesso bambini o comunque minorenni, e mettere a repentaglio la salute pubblica dato il contatto con animali selvatici feriti e potenzialmente infettivi.

Per Nina Jackel, fondatrice e presidentessa di Lady Freethinker, “YouTube deve migliorare il monitoraggio e la rimozione dei video che violano le sue condizioni d’uso, informare le forze dell’ordine sui contenuti illegali e considerare responsabili i proprietari dei canali, agendo con sospensioni e ban”.

A questo scopo, l’organizzazione ha recentemente lanciato una petizione, indirizzata direttamente alla CEO di YouTube Susan Wojcicki, che al momento conta oltre 40 mila firme.