Vegolosi

WWF: “In 40 anni abbiamo distrutto il 60% della fauna selvatica del pianeta”

Con il nostro modo di alimentarci e con il consumo indiscriminato di risorse, dal 1970 al 2014 (anno a cui sono aggiornati i dati) abbiamo distrutto il 60% della fauna selvatica del nostro pianeta. Ad affermarlo è un report dal titolo “Living Planet” realizzato dal WWF in collaborazione con 59 scienziati e pubblicato ogni due anni al fine di documentare lo stato del nostro pianeta a livello di biodiversità, ecosistemi e domanda di risorse naturali. Quello che emerge è che nel giro di poco più di 40 anni l’uomo sia riuscito a portare all’estinzione numerose specie di mammiferi, uccelli, rettili e pesci, mettendo in gravissimo pericolo la biodiversità della Terra. Una notizia drammatica per gli animali coinvolti, certo, che però ci riguarda anche da vicino: l’uomo da sempre dipende dalla natura e senza di essa non può sperare di sopravvivere.

“Siamo come dei sonnambuli che si dirigono verso il bordo di una scoglieraha dichiarato Mike Barrett, direttore esecutivo per la scienza e la conservazione del WWF – Se ci fosse un calo del 60% nella popolazione umana, sarebbe equivalente allo svuotamento di Nord America, Sud America, Africa, Europa, Cina e Oceania. Questo, in proporzione, è quello che abbiamo fatto” chiosa. Ma non è tutto: oltre ad aver portato all’estinzione di numerosi animali, le attività umane secondo il WWF hanno portato all’abbattimento del 20% della foresta Amazzonica in soli 50 anni e alla distruzione di oltre il 50% dei coralli superficiali in 30 anni, in un declino che di questo passo ci porterà a non avere più un futuro su questo pianeta.

Il problema è (anche) quello che mangiamo

Secondo quanto riporta il Guardian, la situazione sarebbe ancora più drammatica: “Molti scienziati ritengono che il mondo abbia iniziato una sesta estinzione di massa, la prima a essere causata da una specie – l’Homo sapiens. Altre analisi recenti hanno rivelato che l’umanità ha distrutto l’83% di tutti i mammiferi e la metà delle piante sin dagli albori della civiltà e che, anche se la distruzione dovesse finire adesso, ci vorrebbero 5-7 milioni di anni perché il mondo naturale si riprenda.”

Deforestazione, causata dalle attività umane

“La natura contribuisce al benessere umano culturalmente e spiritualmente, ma anche fornendoci cibo, acqua pulita ed energia e regolando il clima, l’inquinamento, l’impollinazione e le inondazioni – ha dichiarato Bob Watson, uno dei più eminenti scienziati ambientali del mondo – Il rapporto Living Planet dimostra chiaramente che le attività umane stanno distruggendo la natura in modo inaccettabile, minacciando il benessere delle generazioni attuali e future”. La distruzione degli habitat naturali – e la conseguente scomparsa degli animali che li popolano – è dovuta in larga parte alla ricerca di spazio per creare terreni su cui coltivare.

Questo, incredibile a dirsi, ha molto (o tutto) a che fare con il nostro consumo di carne: come ci spiega anche il documentario Soyalism, che verrà presentato a breve nelle sale, la soia è un elemento fondamentale per la composizione dei mangimi perché, grazie al suo notevole apporto proteico, contribuisce a sostenere il fisico degli animali da allevamento, provato da ritmi di produzione estenuanti. La domanda di carne è in aumento e a fare le spese della coltivazione massiccia di questo legume è, tra le altre, la foresta Amazzonica che viene abbattuta per fare spazio a questo tipo di coltivazione.

 Che cosa possiamo fare noi?

Inutile dire che per invertire la rotta è necessario il contributo di tutti, nessuno escluso. Noi, nel nostro piccolo, possiamo fare tanto per la salvaguardia ambientale scegliendo di mangiare con consapevolezza, riducendo (o ancora meglio, eliminando del tutto) il nostro consumo di carne e derivati animali. Un’alimentazione 100% vegetale è facile da seguire, ma lo diventa ancora di più con le nostre ricette semplici: tante idee da copiare per una cucina etica e rispettosa dell’ambiente!