Vegolosi

Turismo “plastic free”: sempre meno stoviglie e cannucce usa e getta su aerei, hotel e spiagge

Plastica monouso al bando entro il 2021 e le aziende, anche i colossi del turismo, iniziano ad adeguarsi. L’ultima, in ordine di tempo, è Air France che pochi giorni fa ha annunciato di voler eliminare 210 milioni di oggetti in plastica usa e getta entro la fine di quest’anno. La messa al bando su tutti i voli operati dalla compagnia francese riguarderà bicchieri, posate e palette da caffè, per un totale di 1300 tonnellate di plastica. Nello specifico, ha calcolato Air France, le nuove forniture a bordo interesseranno circa 100 milioni di bicchieri di plastica, sostituiti con bicchieri di carta, e 25 milioni di bastoncini per mescolare tè e caffè, che d’ora in poi saranno in legno. Le classiche posate in plastica, invece, verranno sostituite con prodotti e imballaggi realizzati con materiali a base biologica. Non più disponibili già dal 2015 sugli aerei Air France sono le cannucce di plastica (con una riduzione stimata dal vettore di 1,3 milioni di pezzi).

Hotel e navi da crociera

La mossa di Air France segue analoghi provvedimenti adottati anche da altre grandi aziende del turismo, dalle catene alberghiere alle navi da crociera, che quotidianamente impiegano migliaia di pezzi in plastica usa e getta. È il caso soprattutto degli hotel, dove la svolta “no plastic” si sta spostando progressivamente dai bagni ai ristoranti. Se già da tempo è, infatti, facile trovare saponi e shampoo erogati da dispenser invece che offerti nei classici flaconcini in plastica dei kit di cortesia (in media 200mila pezzi all’anno per un hotel di alto livello in una città come Roma, secondo le stime di Federalberghi), lentamente l’eliminazione della plastica inizia a riguardare anche le stoviglie. Con un impatto, in termini numerici, considerevole: il gruppo Alpitour, che per quest’anno ha annunciato la sostituzione nei dodici alberghi italiani del brand VOIhotels dei bicchieri di plastica con bicchieri di carta e dei piatti con sostituti in plastica biodegradabile Pla, ha stimato che questa messa al bando interesserà circa 1 milione di pezzi solamente nel 2019.

Un impegno analogo è stato assunto anche dai colossi del mare, che trasportano mediamente circa 4mila persone a itinerario. Dopo Costa Crociere, sulle cui navi già dai primi anni Duemila non sono più in uso piatti, bicchieri e cannucce di plastica, anche la compagnia Msc ha, infatti, annunciato che entro quest’anno, sia a bordo che a terra, sostituirà pezzi in plastica come sacchetti monouso, cucchiai, bicchieri, palette e cannucce con oggetti maggiormente eco-friendly. Buone prassi che rappresentano, in realtà, un passaggio obbligato per le aziende dopo la recente approvazione della Direttiva Ue che prevede l’eliminazione entro il 2021 dei più comuni oggetti in plastica come piatti, posate, cannucce e bastoncini (ma non di bicchieri e bottiglie, che dovranno comunque essere riciclate per il 90% entro il 2029).

Best practise “plastic free”

In attesa di capire come i diversi Paesi europei, Italia compresa, recepiranno le indicazioni europee e con quali vincoli verrà applicata concretamente la Direttiva, le best practise “plastic free” si moltiplicano sul territorio, anche in realtà turistiche medio-piccole. Come a Ladispoli, dopo è nato il primo stabilimento balneare “plastic free” italiano, il Malibu Beach Club, nel quale quest’estate tazze e bicchieri saranno di carta, i contenitori per il cibo in bio plastica e le postate in bamboo. O alle Cinque Terre e all’isola d’Elba, dove diversi Comuni turistici della zona hanno aderito al progetto di Legambiente Pelagos Plastic Free per il divieto di vendita di prodotti in plastica monouso tra campeggi, alberghi e negozi. Ordinanze simili, per il divieto di commercializzazione e importazione di stoviglie, contenitori e cannucce in plastica, sono state emesse recentemente, proprio in vista dell’alta stagione estiva, anche da numerosi Comuni di note località turistiche, come RiminiCapri, Procida, Livigno e Sperlonga. Nella stessa direzione va, infine, la firma, nei giorni scorsi, di una dichiarazione d’intenti tra Wwf e Federalberghi Roma per l’avvio di un percorso che, attraverso la messa a punto di modifiche nella politiche di gestione della plastica nelle strutture ricettive, possa anticipare l’applicazione della Direttiva Europea proprio in ambito alberghiero.