Vegolosi

Tartaruga trovata morta con la bocca piena di plastica

Una tartaruga Caretta caretta è stata ritrovata morta sulla spiaggia del Saraceno (Le Castella) da alcuni sportivi del centro Diving Made in Sub. La foto del ritrovamento è stata postata sulla pagina Facebook dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, comune italiano in provincia di Crotone, in Calabria. La foto era accompagnata da una didascalia chiarissima:

Plastic free non è uno slogan! Non è una bella foto… ma è quello che ci spinge a non mollare! Liberiamo il mare dalla plastica!

L’immagine mostra in modo impietoso il corpo di una tartaruga giunto senza vita sulla spiaggia e dalla cui bocca emergono quelli che appaiono essere in modo inequivocabile pezzi di plastica, forse residui di reti da pesca o di rifiuti. Questa specie di tartaruga marina è diffusa in molti mari del mondo ma è minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane.

“Il ritrovamento – racconta Simone Scalise dell’AMP – è stato effettuato dal titolare del Diving, che è anche autore della foto. Dal 2002 l’AMP Capo Rizzuto opera per la tutela ed il soccorso delle tartarughe marine grazie al nostro CRTM (Centro Recupero Tartarughe Marine), primo centro di recupero in Calabria. Dal 2002 abbiamo recuperato 227 tartarughe, di cui 160 hanno riacquistato la libertà. La plastica, oltre la pesca e gli impatti con le imbarcazioni, è uno dei principali pericoli, sicuramente il più subdolo, per questa specie tutelata dalle principali Convenzioni internazionali ed inserita nella Lista Rossa dello IUCN quale specie a rischio.”

Lo stato delle acque e l’impatto sugli animali

Nel febbraio scorso il progetto biennale Indicit (INDICator Impact Turtle) finanziato dalla Commissione europea aveva analizzato la qualità delle acque italiane partendo proprio dall’analisi della salute di questi animali riscontrando una situazione incredibile: In 1.316 esemplari di Caretta caretta analizzati, il 58,2% sono stati riscontrati nell’apparato digerente oggetti di plastica, principalmente usa e getta, altri resti sono stati trovati nei residui fecali di 407 esemplari. Lo studio aveva mostrato ampiamente come la plastica a causa della sua durata praticamente infinita, una volta caduta o gettata in acqua, viaggia per migliaia di chilometri attraverso le correnti oceaniche tanto che nello stomaco di tartarughe spiaggiate in Italia è stato rinvenuto l’involucro di snack francesi.

Uno dei ricercatori del D’Bone Collector Museum mostra la plastica estratta dallo stomaco della carcassa della balena

Balena morta a causa della plastica nelle Filippine

Negli ultimi mesi sono state molte le segnalazioni di animali all’interno delle cui carcasse sono state rinvenute abbondanti quantità di plastica. Il 19 Marzo scorso una balena è stata ritrovata su una spiaggia delle Filippine, nelle acque a est di Davao City, morta di stenti a causa della eccessiva quantità di plastica ingerita (circa 40 chilogrammi) e ritrovata intatta nel suo stomaco durante l’autopsia. Secondo i ricercatori del D’Bone Collector Museu, incaricati dell’analisi della carcassa, è la prima volta che si trova una quantità così ingente di plastica in un animale marino.