Vegolosi

Vivere con 260 pipistrelli: Nora è la “Batwoman d’Israele”

E’ già stata soprannominata la Batwoman di Israele ma il suo vero nome è Nora Lifschitz. 29 anni, capelli celesti, piercing e tatuaggi sparsi per tutto il corpo e una passione vera per un animale che generalmente suscita ribrezzo, il pipistrello. Sì perché questa giovane attivista accoglie, nutre e cura pipistrelli feriti e appena nati nella biblica valle di Elah, a sud-ovest di Betlemme, in un vecchio pollaio trasformato per l’occasione in un vero e proprio centro di accoglienza per piccoli mammiferi volanti in difficoltà.

In questo luogo clandestino, la cui posizione è segretissima, ha creato un vero e proprio santuario in cui i pipistrelli (per ora i nuovi arrivati sono 260), una volta curati e rimessi in sesto, vengono poi liberati. Con lei vivono anche alcuni esemplari di volpe volante, tra i pipistrelli più grandi del mondo, osteggiati dagli agricoltori perché si nutrono di frutta; nel Paese infatti i pipistrelli sono considerati parassiti e dannosi e non godono della stessa protezione di altri animali selvatici.

Ma come è scattato l’amore per questi animali? Nora racconta di essere stata conquistata dai loro “grandi occhi tristi, come i personaggi della Disney. I pipistrelli mi ricordano un po’ i cani, per il loro lato fedele e obbediente. Ma anche i gatti, per la loro indifferenza”, spiega all’Afp. La giovane israeliana ha iniziato a salvare alcuni pipistrelli feriti già nel 2014, dando loro un rifugio nel suo appartamento di Tel Aviv. Ma quando il numero degli ospiti ha superato il centinaio, Nora si è resa conto che la sua casa non era più un rifugio adatto.

Così la decisione di cercare un luogo più sicuro e spazioso, lontano dall’attenzione della autorità e dai sospetti degli agricoltori. Shimon, quarantenne proveniente da una famiglia di agricoltori da tre generazioni, ha inaspettatamente deciso di aiutare Nora nella sua grande opera di salvataggio offrendole il capannone dove adesso lavora e risiede. Un fatto ancor più sorprendente se si pensa che Shimon ha allevato per anni in quello stabile polli destinati al macello ma adesso ha deciso di cambiare vita: “Finalmente questo è un posto che fa solo del bene”.

Altri si sono uniti nel tempo alla causa di Nora. Il suo gruppo Atalef, parola che in ebraico significa appunto “pipistrello”, la sostiene con raccolte fondi e aiutandola nella quotidiana vita all’interno del rifugio segreto, dove ha ricreato un ambiente a misura di mammifero volante.

Serena Porchera