Vegolosi

Nitsch scatena l’ira degli animalisti, ma come lui altri

Una mostra che farà certamente discutere e problemi in vista per l’artista austriaco Hermann Nitsch. A Palermo, dal 10 luglio al 20 settembre, sarà allestita la mostraDas Orgien Mysterien Theater“. Occhi puntati sulla mostra che doveva tenersi nella Fundación Jumex di Città del Messico e cancellata all’ultimo momento a causa di alcune delle creazioni di Nitsch: l’artista 76enne, infatti, è l’ideatore di alcune performance basilari dell’Azionismo viennese che coniugano teatro, body art e pittura gestuale, contraddistinte da uno spiccato carattere orgiastico e dall’uso sacrificale di animali già destinati alla macellazione. Per questo Nitsch – che ammette in prima persona di voler suscitare nello spettatore disgusto tramite la sua arte – è spesso boicottato dalle associazioni animaliste, che chiedono lo stop alle mostre organizzate in suo onore. A Città del Messico ce l’hanno fatta, ma è subito scoppiata una polemica culturale, con i sostenitori dell’artista viennese e i critici d’arte che hanno accusato gli organizzatori di aver censurato la performance.

A Palermo, invece, Nitsch dovrebbe essere accolto con tutti gli onori del caso: a sostenerlo è in primis Andrea Cusumano, assessore alla Cultura del Comune del capoluogo siciliano nonché collaboratore per oltre 20 anni dell’artista viennese e dal 1999 direttore dell’orchestra dell’Orgien Mysterien Theater. A Palermo, per la mostra, si stanno sistemando gli spazi nell’ex hangar dei Cantieri: ospiteranno 40 tele di grandi dimensioni, più una di circa 10 metri posta a terra, oltre 40 fotografie e schermi per la proiezione di numerosi video.

Nitsch non è l’unico artista a usare animali nella propria arte. Enrique Gomez De Molina, nel 2012, ha ammesso di aver trafficato illegalmente parti di animali protetti e in via di estinzione per utilizzarle nelle sue sculture di tassidermia ibrida; Amber Hansen, nell’installazione “The Story of Chickens”, prevedeva che il pubblico interagisse con delle galline vive, e subito dopo la loro uccisione e il loro impiattamento per la cena del pubblico stesso. Nel 2011, Wim Delvoye ha cercato di tatuare maiali vivi, prima di scannarli, scuoiarli e rivendere la loro pelle disegnata come oggetto d’arte. Ma i casi sono numerosissimi: tra gli altri, alcuni degli artisti criticati dagli animalisti sono Robert Rauschenberg, Damien Hirst, Adel Abdessemed, Huang Yong Ping, Guillermo Vargas, Marco Evaristti, Tom Otterness.