Vegolosi

Allevamenti intensivi, il video denuncia di Joaquin Phoenix contro il “biogas”

La star hollywoodiana Joaquin Phoenix, da anni vegano e attivista, torna a esporsi pubblicamente contro allevamenti intensivi realizzando un video denuncia in collaborazione con l’Animal Legal Defense Fund (ALDF). L’obiettivo questa volta è smascherare le strategie di marketing ingannevole che l’industria della carne sta attuando sul tema del “biogas” per trarre profitto dal proprio inquinamento. “Potreste aver sentito recentemente parlare di biogas: il biogas è uno degli stratagemmi usati dall’industria della carne per vendervi merda, letteralmente”, queste le parole di Phoenix in apertura del video illustrativo su un tema quantomai attuale e di cui, anche in Italia, abbiamo sentito parlare poche settimane fa.

Da vasche di letame a gas (non) naturale e rinnovabile

Questa miscela di vari tipi di gas (tra cui metano e anidride carbonica) chiamata “biogas”, ma anche “biocarburante” o “gas naturale rinnovabile”, si ottiene dagli scarti prodotti negli allevamenti: più volte al giorno infatti, sui pavimenti delle recinzioni, vengono fatte defluire decine di migliaia di litri d’acqua che portano via urina e feci degli animali, costretti in gabbie nelle quali è persino impossibile per loro girarsi; questa ingente quantità d’acqua viene poi raccolta in lagune a cielo aperto e successivamente convertita, tramite dei biodigestori, in quella che l’industria animale definisce come una “risorsa naturale e rinnovabile” da poter sfruttare nell’ottica di una economia sempre più circolare.  

Nonostante però si decanti il riutilizzo dell’inquinamento prodotto dagli allevamenti come vantaggioso, proficuo e responsabile, l’insostenibilità di questo sistema non si risolve così, anzi: questa procedura, come esplicato nel video che dura soli due minuti, avrebbe come conseguenze dirette quelle di arricchire ulteriormente le industrie – che investono in nuove strutture sempre più grandi per contenere sempre più animali -di favorire il sistema dell’allevamento intensivo e di trarre in inganno i consumatori. “Rappresentare l’inquinamento e il metano emessi dalle lagune come risorsa naturale e rinnovabile è inequivocabilmente falso”, continua Phoenix “Non c’è niente di naturale nell’inseminare artificialmente mucche e maiali e contenerne a migliaia in magazzini senza finestre. Incentivare gli inquinatori, non regolamentati tra l’altro, a espandersi e dire al pubblico che è una politica rispettosa dell’ambiente è deplorevole”. Una vera e propria strategia di marketing denunciata dall’attore e dall’organizzazione perché intrisa di greenwashing, atta solo a incentivare l’arrivo di sovvenzioni, crediti d’imposta e altri sussidi per il settore in costante espansione. 

Negli USA ancora troppi sussidi agli allevamenti

Negli Stati Uniti, ad esempio, come riportato nel comunicato di ALDF, la California sta promuovendo la produzione di gas industriale attraverso un programma intitolato Low Carbon Fuel Standardmentre New York e l’Oklahoma hanno introdotto una legislazione per finanziare infrastrutture e/o offerto crediti d’imposta ai produttori di biogas proveniente da allevamento industriale. A livello federale poi, gli incentivi per il biogas degli allevamenti intensivi sono costantemente all’ordine del giorno: il Renewable Fuel Standard federale infatti premia i produttori di gas proveniente dagli allevamenti intensivi con crediti che possono essere trattenuti o addirittura venduti all’Environmental Protection Agency; la legge per la riduzione dell’inflazione include incentivi per il biogas degli allevamenti intensivi e si prevede che di queste misure si parlerà ancora di più quando si discuterà del Farm Bill del 2023 (il “conto agricolo” è il principale strumento di politica agricola e alimentare del governo federale che viene rivisto ogni 5 anni dal Congresso americano per eventualmente rinnovare o revisionare il disegno di legge). “L’industria degli allevamenti intensivi riceve già sovvenzioni a scapito degli animali e dei contribuenti”, ha affermato Stephen Wells, direttore esecutivo dell’Animal Legal Defense Fund, “Dobbiamo eliminare i sussidi e non permettere agli allevamenti animali di trarre profitto dal proprio inquinamento”.