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Forlì, chiude l’allevamento lager di conigli: “Una vittoria del senso civico”

Le immagini mostrate al pubblico durante la trasmissione “Piazza Pulita” su La7 di un allevamento di conigli destinati alla macellazione hanno sortito il loro effetto: la chiusura. Come racconta l’associazione Essere Animali, autrice delle immagini: “Sono state accertate anche violazioni al Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n.146 sulla ‘protezione degli animali negli allevamenti’ e al Regolamento di Igiene della città di Forlì. Sappiamo che il titolare dell’allevamento ha fatto ricorso contro alcune sanzioni e che inoltre non è stato condannato per il più grave reato di ‘maltrattamento di animali’, secondo l’art. 544-ter del Codice Penale. A nostro avviso ve ne erano i presupposti, essendo tale reato perseguibile se viene appurata una condotta di ‘crudeltà senza necessità’.”

La scelta di chiudere l’allevamento, in ogni caso, è partita dall’allevatore e al momento l’attività è smantellata: “Siamo soddisfatti, l’allevamento in gabbia infatti presenta sempre gravissime criticità e condanna animali sensibili come conigli a privazioni e sofferenze. Lo stesso Parlamento Europeo nel marzo di quest’anno ha votato a favore della realizzazione di una legge specifica che garantisca standard minimi di protezione dei conigli negli allevamenti, ad oggi vergognosamente assente.  Ora sarà la Commissione Europea dell’agricoltura che dovrà legiferare e la situazione riguarda molto da vicino anche il nostro paese. L’Italia è infatti uno dei principali produttori mondiali di carne di coniglio, con 20 milioni di animali allevati.”

Una cifra davvero impressionante che non può decisamente fare rima con l’idea di un allevamento che garantisca condizioni minime di benessere agli animali. La strada è sempre quella, cercare di eliminare il consumo di carne dalle nostre tavole.