Vegolosi

Deposito degli orrori negli USA: qui un milione di trofei sottratti bracconieri

Forse non sono molti a saperlo, ma negli Stati Uniti esiste un magazzino degli orrori di oltre 22 mila metri quadrati che ospita più di un milione di oggetti confiscati ai bracconieri negli aeroporti e nei porti di ingresso del paese. Si tratta del National Wildlife Property Repository (NWPR), un deposito a Denver, in Colorado, dove vengono accumulati oggetti come borse, pellicce, sculture in avorio, sgabelli – come quelli ricavati dalle zampe di un elefante e fotografati da Britta Jaschinski – pelli, scheletri e perfino teste e corpi impagliati di animali come coccodrilli, tigri, tartarughe marine e rinoceronti e tanti altri.

Insomma, una sorta di macabra arca di Noè “al contrario” dove gli animali non trovano la salvezza. Nonostante l’enorme mole di oggetti in questo magazzino, bisogna comunque sottolineare che questi rappresentano solo una piccola parte dell’immenso volume di articoli coinvolti nel commercio illegale della fauna selvatica in pericolo, senza contare il traffico di animali vivi. Secondo quanto sostenuto da Coleen Schaefer, che si occupa di supervisionare il deposito, quello legato al bracconaggio è infatti il più grande mercato nero nero al mondo, secondo solo a quello di armi, droga ed esseri umani.

Attivo dal 1988, il deposito fu ampliato nel 1995 per far fronte alla continua necessità contrastare l’attività di bracconaggio. Nel 2003, infine, ha raggiunto le dimensioni attuali e ad oggi è impegnato anche in programmi di educazione nelle scuole, fornisce materiale per ricerche scientifiche e spesso coadiuva le indagini in materia di applicazione della legge contro il bracconaggio. A questo proposito, il magazzino sostenne nel 2003 l’evento “Ivory Crush” (nel video in basso), a seguito del quale paesi come Cina, Giappone, Filippine, Germania e Francia hanno distrutto le loro scorte d’avorio o si sono impegnati a farlo nel più breve tempo possibile: all’epoca furono distrutte circa 6 tonnellate di questo materiale. L’obiettivo dell’evento era sensibilizzare il pubblico sul tema del traffico illegale di avorio e sul bracconaggio di elefanti e rinoceronti, prime vittime di questa attività, tanto che la struttura accoglie tutt’ora perfino oggetti di avorio ottenuti legalmente – come cimeli di famiglia o manufatti – di cui la popolazione decide spontaneamente di liberarsi. 

Crediti foto in apertura: theguardian.com