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Latte di soia fatto in casa: la ricetta semplice

Il latte di soia è forse il più diffuso tra i prodotti consigliati per la sostituzione del latte vaccino, molto apprezzato non solo dai vegani, ma anche da chi soffre di intolleranza al lattosio e di celiachia poiché privo di glutine. Autoprodurlo in casa è davvero veloce, semplice e economico. Vediamo come fare!

Si cucina!

Cuociamo la soia

Si inizia mettendo in ammollo la soia in un litro d’acqua per 24 ore prima di utilizzarla. Ricordatevi di cambiare l’acqua almeno una volta durante questa fase preferibilmente dopo 12 ore (non gettatela: si può riutilizzare in altro modo ad esempio per innaffiare le piante). Trascorso il tempo necessario per l’ammollo, portate a ebollizione un litro d’acqua in una pentola abbastanza capiente e versatevi la soia, che dovrà essere lasciata sobbollire per 15 minuti.

Frulliamo

A questo punto spegnete la fiamma e con il frullatore a immersione a potenza minima, per evitare schizzi, frullate la soia con l’acqua per alcuni minuti. Lasciate intiepidire il tutto (il risultato deve essere una purea cremosa) e preparatevi a filtrare. L’ideale sarebbe avere a disposizione il bicchiere alto che di solito accompagna i frullatori a immersione e un colino della misura adatta. Durante il passaggio del latte attraverso il colino vi accorgerete che sarà presente della polpa di soia tecnicamente chiamata okara, un alimento a elevato contenuto proteico che può essere utilizzato, ad esempio, per la preparazione di biscotti o di farciture per torte salate.

Aromatizziamo

Il latte di soia è pronto. Lo si può bollire ancora un’ora per renderlo più denso, eventualmente aggiungendo una stecca di vaniglia o di cannella per aromatizzare. Si può bere al naturale oppure dolcificare a piacere sia con lo zucchero di canna che lo sciroppo d’agave. Agitate la bottiglia prima di berlo, per farlo amalgamare bene.

Conservazione

Il latte di soia preparato in casa si conserva in frigorifero per 2-3 giorni.