Vegolosi

Autotrattamento shiatsu: il Do-In

Il Do-in trae origine da antichissime tradizioni dell’estremo Oriente, è stato introdotto in Occidente principalmente da Michio Kushi e dai suoi discepoli negli anni ’70. Do-in significa etimologicamente “immissione nel proprio sé fisico e spirituale di forze vitali esterne”: in altri termini è il raggiungimento dell’unità fra mondo esterno e quello interno. Ovvero, ripristina l’armonico funzionamento degli organi attraverso una combinazione di massaggi, digitopressioni, stiramenti, esercizi di respirazione e meditazione.

Sono esercizi di facile esecuzione costituiti da movimenti semplici, naturali e che possono essere praticati da chiunque. Gli esercizi possono essere praticati sia al mattino che alla sera e comprendono anche delle pratiche di meditazione.

Gli esercizi, come potete immaginare, sono diversi e difficili da presentare in un unico post: pensavo quindi di presentare un estratto che possa essere praticato da chiunque, una serie di esercizi semplici ed adatti a tutti.

Si inizia sempre con un momento di ascolto per un paio di respirazioni, prestando attenzione al nostro corpo, alle zone contratte e al nostro respiro.

1. Iniziamo cercando di tenere il polso delle mani morbido a picchiettare in testa, facendo delle linee che partendo dal centro della testa si allargano piano piano verso le orecchie, andando dall’attaccatura dei capelli sino all’occipite.
2. Freghiamoci poi il viso, come quando al mattino ci laviamo la faccia.
3. Pinziamo le sopracciglia, quasi con l’idea di “staccare la carne dall’osso”.
4. Pinziamo bene il naso, compresa la radice del naso.
5. Stiriamo le orecchie.
6. Massaggiamo il collo, i muscoli paravertebrali a lato della colonna.
7. Iniziamo a picchiettare con la mano destra sotto la clavicola sinistra, spostandoci poi sulla spalla e infine spostandoci indietro per arrivare sulla spina della scapola.
8. Sempre picchiettando, passiamo a trattare il braccio seguendo le seguenti direzioni: scendendo, lavoriamo la parte interna del braccio; salendo, picchiettiamo la parte esterna del braccio. Ripetiamo il tutto per tre/quattro volte.
9. Teniamo fermo il polso con l’altra mano e facciamo delle rotazioni lente e ampie.
10. Massaggiamo il palmo della mano.
11. Con le quattro dita andiamo a eseguire delle linee di pressione fra il carpo e i metacarpi, sul dorso della mano.
12. Trattiamo poi le dita: ruotiamo ogni singolo dito, strizziamo lateralmente fino alla radice dell’unghia, e stiriamo il dito.
13. Ripetiamo dal punto 7 al 13 dall’alta parte

Dopo aver trattato la testa e le braccia proseguiamo con il busto, la schiena e le gambe.
1. Con le mani facciamo dei movimenti circolari in senso orario sulla pancia.
2. Con le dita possiamo anche effettuare delle pressioni sulla pancia, a lato dell’ombelico, sempre seguendo un movimento circolare seguendo una direzione in senso orario.
3. Ora pieghiamo in avanti la schiena (mettendoci in una posizione a 90°), ginocchia leggermente flesse, e con il taglio della mano picchiettiamo sui muscoli paravertebrali ai lati della colonna dalle scapole fino all’osso sacro.
4. Ritormiamo alla posizione eretta e picchiettiamo l’osso sacro ed i glutei.
5. Passiamo ora alle gambe. Come abbiamo fatto per le braccia, picchiettiamo scendendo per la parte esterna delle gambe e salendo per la parte interna (possiamo farlo sia da seduti che in piedi).

Come per le mani lavoriamo anche i piedi, uno alla volta:
6. Massaggiamo la pianta del piede.
7. Con le quattro dita andiamo a eseguire delle linee di pressione fra i metatarsi, sul collo del piede.
8. Trattiamo poi le dita: ruotiamo ogni singolo dito, strizziamo lateralmente fino alla radice dell’unghia, e stiriamo il dito.
9. ripetiamo dal punto 6 al 8 sull’altro piede.

Terminata la seguenza ritorniamo ad un momento di ascolto: prestiamo attenzione al nostro corpo e alle eventuali zone dove sentiamo tensione, alla qualità/intensità del nostro respiro e, ripensando al momento di ascolto fatto all’inizio, vediamo se qualcosa è cambiato.

Il Do-In, come ho già detto, mira all’equilibrio energetico, al libero fluire dell’energia nel nostro corpo. È importante eseguire una pratica quotidiana, ed eseguirla con costanza; ma è importante – a parer mio – ascoltarsi, prestare attenzione a come ci si sente prima della pratica e dopo. Proviamo a farlo senza giudicarci, senza aspettarci nulla, ma con la curiosità di un bambino che sta imparando una cosa nuova, quindi non cercando paragoni con altre pratiche che già conosciamo e pratichiamo. Ritengo che sia il solo modo per poter sentire i cambiamenti che avvengono nel nostro corpo che, seppur piccoli, han grandi benefici.

Buon Do-In a tutti