Vegolosi

Tyson Foods: l’impero della violazione dei diritti animali – Video

Tyson Foods aveva alzato gli scudi contro chi maltrattava gli animali negli allevamenti, oggi è essa stessa accusata di terribili nefandezze verso gli animali.
Solo un anno fa, infatti, la Tyson Foods Inc., il maggiore fornitore industriale di carne di pollo degli Stati Uniti (che rifornisce direttamente, fra gli altri anche McDonald’s), aveva tagliato i rapporti con la T&S Farm di Dukedom nel Tennessee dopo che un video shock del gruppo animalista Mercy for Animals aveva mostrato immagini crudeli di abusi e violenze verso gli animali allevati, indignandosi per il comportamento inqualificabile degli operai dell’azienda.

Vale Sparkman, portavoce della Tyson aveva allora commentato la vicenda assicurando che: “Siamo impegnati nel garantire il benessere animale, e questo video non descrive di certo come trattano i polli gli allevamenti da cui ci riforniamo”. E McDonald’s, elogiando la decisione della Tyson di recidere il contratto con l’azienda incriminata, aveva aggiunto che “stiamo lavorando assieme a Tyson Foods per approfondire la situazione e rafforzare le nostre prospettive riguardo il tema della salute e del benessere animali a livello di fornitori”.

Oggi a finire nel mirino è proprio la stessa Tyson Foods. Sempre un’accurata inchiesta sotto copertura di Mercy for Animals ha denunciato infatti il trattamento abominevole e inqualificabile a cui vengono sottoposti i polli prima della macellazione. In palese violazione di tutti i più elementari diritti di tutela del benessere animale.

Animali tormentati, percossi e colpiti per puro divertimento, appesi violentemente a testa in giù senza alcun riguardo e anzi inducendo fratture, teste staccate dal corpo ancora in vita: Mercy for Animals invita a firmare una petizione per fermare immediatamente gli abusi e la politica aziendale illecita e immorale della Tyson.

Il colosso Tyson Foods

Il potere della Tyson nella settore della carne non ha eguali. Settimanalmente, rivela OMPZ (Osservatorio sul Mercato dei Prodotti Zootecnici) l’azienda riesce a macellare circa 135.000 capi bovini, quasi 400.000 suini e ben 41 milioni di polli. Essendo inoltre la principale fonte della maggior parte dei punti vendita, sia supermercati che catene di fast food come Kfc, i consumatori, in un modo o nell’altro, mangiano carne processata dalla Tyson Foods.

Nel suo libro “The Meat Racket”, il giornalista Christopher Leonard afferma che: “anche se la Tyson non impone alcun prezzo, la scelta del consumatore si riduce a diverse versioni di manzo, maiale e pollo prodotto attraverso un sistema di cui la Tyson è pioniera”. Tyson, denuncia Leonard, controlla di fatto, attraverso diverse affiliate, l’intera industria della carne, senza rispettare i diritti animali e, contemporaneamente, minando la salute dei consumatori e la struttura produttiva dell’America rurale.

L’ossessione americana per la carne di pollo

Il pollame è destinato a diventare la carne più consumata al mondo nel corso dei prossimi 5 anni, secondo un rapporto pubblicato dall’Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD). Ma il poco invidiabile primato nel consumo della carne di pollo spetta decisamente agli Stati Uniti d’America. A causa delle continue raccomandazioni dietetiche di evitare il più possibile la carne rossa a favore di quella bianca, l’ossessione degli Americani nei confronti della carne di pollo non conosce sosta da 30 anni a questa parte. Le conseguenze di questi comportamenti alimentari però stanno superando limiti biologici e umani incredibili.

L’americano medio mangia pollo circa quattro volte in più rispetto all’inizio del 1900, secondo i dati dello United States Department of Agriculture (USDA). Michael Lilburn, professore del centro di ricerca sul pollame della Ohio State University, sostiene che “se le persone continuano a mangiare sempre più pollo, gli esemplari dovranno necessariamente diventare più grossi. Dovremo anche aumentare la quantità di carne in ciascun petto”.

Le conseguenze sui polli da allevamento

E’ ovvio che all’incremento della domanda segua necessariamente l’incremento dell’offerta. La prima e più grave conseguenza di ciò è che oggi i polli vengono nutriti in modo tale da sviluppare soprattutto il petto, cosa che impedisce agli stessi animali di camminare o di respirare. “Questi animali sono nati essenzialmente per soffrire” – afferma Laurie Beachman, della Società Americana per la Prevenzione della Crudeltà sugli Animali – “C’è una crudeltà intrinseca nell’allevare questi “polli palestrati”.

E infatti uno studio della University of Alberta Meat Control ha evidenziato i cambiamenti preoccupanti nelle dimensioni e nel peso dei polli negli ultimi 60 anni: si è passati da un peso di 900 grammi circa a ben 4 chilogrammi.

Nel 2014 un video realizzato da Compassion Usa ha ottenuto più di 1 milione di visualizzazioni in pochi giorni e l’attenzione di testate come il New York Times e il Washington Post: Craig Watts, un allevatore di polli da carne a contratto, che produce per il gigante americano del pollame Perdue, ha aperto le porte del proprio allevamento. La verità nascosta dietro l’etichetta di alimento “biologico” propinato da Perdue, si è dunque capito, era ben diversa: gli animali vivono ammassati a decine di migliaia in ambienti bui, senza mai vedere la luce del sole, in una lettiera sudicia, ricoperta di feci, che spesso non viene cambiata per anni mentre le numerose morti per incuria sono considerate “perdite accettabili”.

Serena Porchera