Vegolosi

Traffico d’avorio: 35 mila elefanti uccisi ogni anno

Un elefante ucciso ogni 15 minuti nel mondo: per le sue zanne. A Roma si è tenuto per la prima volta in Italia l’Ivory Crush: un modo per dire no alla pratica del bracconaggio, un’attività illegale dal 1989 (dichiarata tale dalla CITES, la Convenzione internazionale sul traffico delle specie esotiche) ma ancora tristemente diffusa che ha provocato fino ad oggi lo sterminio di milioni di elefanti. Si calcola che all’inizio del XIX secolo in Africa vivevano circa 25 milioni di elefanti; all’inizio del XX secolo ne erano rimasti 5 milioni. Oggi si stima che, in tutto il continente africano, rimangono solo circa 350.000 elefanti, ma non è difficile capire che con un tasso di 35.000 elefanti uccisi ogni anno per le loro zanne, la loro fine è vicina.

Ma dietro al traffico d’avorio c’è molto di più: corruzione, riciclaggio di denaro sporco e molte, moltissime armi. Un traffico che finisce anche per finanziare reti criminali internazionali, trafficanti di esseri umani, milizie e organizzazioni terroristiche. Per questo, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi di tutto il mondo, molti Paesi hanno simbolicamente distrutto l’avorio confiscato negli anni durante cerimonie pubbliche, dette appunto Ivory Crush, nelle più importanti città del mondo. L’Italia ha seguito così i recenti esempi di New York e Parigi: alla presenza del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, del Corpo forestale dello Stato e della Elephant Action League (EAL – un’organizzazione no-profit che combatte i crimini contro la fauna selvatica e le foreste) sono stati distrutti cinque quintali di avorio sequestrato con una speciale macchina industriale schiacciasassi (tecnicamente chiamata “Unità cingolata per frantumazione primaria” arrivata da Dalmine).
Il prossimo 30 aprile toccherà al Kenya che brucerà la più grande quantità d’avorio mai distrutta fino ad oggi, ben 120 tonnellate.

Il messaggio che l’Italia vuole lanciare aderendo alla campagna è che il traffico illegale di avorio non può essere tollerato e che il nostro Paese si impegna nella protezione degli elefanti e delle comunità locali africane sfruttate da una spietata rete internazionale di criminali e trafficanti.

“Stiamo lavorando a un provvedimento che proibisca il commercio, anche legale, di avorio. Non voglio più vedere avorio nelle case degli italiani – ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti – Ogni quarto d’ora nel mondo viene ucciso un elefante, tra poco non ci saranno più. Dobbiamo salvare le diversità e oggi lo facciamo con un gesto simbolico: applicheremo la direttiva europea contro il traffico illegale, visto che l’Europa assorbe un terzo del traffico mondiale. Ma stiamo lavorando anche al traffico legale”.

Serena Porchera