Vegolosi

Salmone OGM, il sì dagli Stati Uniti: “Cresce in metà tempo”

Per la prima volta la Food and Drugs Administration (ossia l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici negli Stati Uniti) ha dato il via libera alla vendita in America di un prodotto animale geneticamente modificato: si tratta di salmone.

Dopo anni di studi, l’azienda AquaBounty Technologies di Maynard (a pochi chilometri da Boston) ha sviluppato un tipo di salmone geneticamente modificato, chiamato “AquAdvantage” che avrebbe come caratteristica principale quella di crescere molto più velocemente dei suoi cugini selvatici e permettendo perciò di poterlo immettere sul mercato in tempi decisamente più brevi. L’ok è stato dato sulla commercializzazione ma non sull’allevamento che dovrà avvenire lontano dal suolo americano (Canada e Panama). L’azienda, che ha iniziato a sperimentare il nuovo sistema già dagli anni ’90, sostiene che questo metodo di produzione sia più efficiente sia da un punto di vista ambientale che di resa del prodotto. Questo salmone mangia “il 25% in meno di carne di salmone selvatico pur crescendo allo stesso modo”.

Sul sito dell’azienda americana si spiega l’efficienza del nuovo salmone OGM rispetto ai tassi di conversione degli altri tipi di carne

Pesce x pesce?

Esattamente. Per produrre salmone in acqua coltura serve pesce selvatico, pescato in mare e poi trasformato in farina di pesce che verrà data come cibo al futuro cibo che metteremo in tavola. Come avevamo raccontato riportando le parole del fondatore di Sea Shepard, Paul Watson, “un quinto del pescato mondiale viene usato per nutrire altri pesci. Una porzione di questo pesce e dei suoi lavorati vengono invece inseriti nei mangimi di altri animali allevati”. Questo nuovo salmone OGM avrebbe come obiettivo quello di migliorare l’impatto sull’ambiente del salmone stesso. Mangia meno carne, cresce prima e lo si trasporta con facilità verso i centri industriali poiché gli allevamenti possono essere realizzati anche lontano dal mare. Insomma pesce allevato che mangia altro pesce (salmoni e trote sono carnivori) per nutrire noi, mentre le previsioni sono fosche: Sea Shepard sostiene che gli oceani saranno vuoti nel 2048 e sono 405 le aree marine definite “morte” in tutto il mondo.

E gli Omega3? Cercali nei vegetali

Una soluzione è smettere di mangiare pesce. Questo lo suggerisce anche lo stesso capitano di Sea Shepard, Watson: “Dobbiamo chiudere le operazioni di pesca industrializzate per rivitalizzare la biodiversità nel mare. Dobbiamo permettere alla natura di ristabilire l’equilibrio che abbiamo danneggiato”. Ricordiamoci che ci sono ottime fonti di Omega3 vegetali e che quindi la nostra salute non è in pericolo.