Vegolosi

La poesia anti-caccia di due bambini: “Chi ti trasforma in feroce uomo nero?”

Da pochi giorni a Savona, si è riaperta la caccia alle femmine e ai cuccioli di capriolo. Si tratta di quella che viene definito “prelievo di selezione” a scapito di questa specie. Ma c’è qualcuno che, ai giri di parole per raccontare della morte di animali indifesi, ha risposto con parole poetiche e piene di sentimento.

Riccardo e Ludovica, due bimbi di Savona, hanno scritto una poesia, riportata dal sito “Il vostro giornale”, che punta tutto sull’immedesimazione del cacciatore nel cucciolo: i ragazzini sembrano chiedere ai cacciatori di pensarsi nei panni dei piccoli di capriolo e delle loro madri e di chiedersi come si sarebbero sentiti loro a loro posto in una situazione del genere. Difficilmente le parole dei due bambini faranno breccia, ma certamente, una volta di più, raccontano di quanto la sensibilità dei più piccoli riesca a capire perfettamente che cosa c’è di sbagliato nella caccia. Spesso accade la stessa cosa anche quando i più piccoli riescono a fare la connessione fra gli animali che tanto amano nei cartoni animati o dopo averli visti dal vivo, finiscono nel loro piatto.

Ecco la poesia:

Stanotte farai festa
Godrai di quel che resta
di un’anima innocente
che non ti ha fatto niente.
Stanotte il tuo pensiero
ti porterà a quell’uomo vero
che sentirai di essere
quando bloccherai il suo sentiero.
Stanotte la sua vita
grazie a te sarà finita
e a nulla varranno i suoi gemiti
e le sue strazianti grida.
Ti chiedo per una volta
di fermarti a ricordare
quando alla tua mamma
le nacque un cucciolo d’amare.
Quel cucciolo eri tu
protetto all’infinito
dal cuore di una femmina
che con cura ti ha nutrito.
Perché non basta questo
per fermare il tuo pensiero
che ti trasformerà in feroce uomo nero?
Stanotte la tua mamma
si chiamerà capriolo ed il piccolo che allatta
sarai tu col bavagliolo.