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Elefante muore a causa di un ananas riempito di petardi: era incinta

Aggiornamento—- 5-6-2020 – 13.28

Secondo alcune fonti un uomo sarebbe stato arrestato e interrogato in merito alla morte dell’elefante selvatico deceduto a causa delle ferite riportate dopo aver ingerito un ananas farcito di esplosivo (forse petardi); la notizia non è chiara: secondo gli abitanti nessuno si azzarda ad avvicinarsi agli animali selvatici che a volte arrivano fino ai villaggi, quindi l’ipotesi che qualcuno abbia deliberatamente dato l’ananas esplosivo all’animale pare non essere plausibile. Non è chiaro, però, perché l’uomo sia stato arrestato; un’ipotesi è che il sistema di “dissuasione” utilizzato dai contadini contro gli animali selvatici per proteggere i campi, ossia usare della frutta farcita di esplosivo, non sia permesso dalle autorità.

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Un elefantessa di 15 anni è morta il 27 maggio scorso nel Silent Valley National Park (SVNP), a Palakkad, città nel sud ovest dell’India. L’animale incinta e in cerca di cibo, aveva ingerito un ananas riempito di un esplosivo rudimentale. Questa frutta esplosiva è una misura illegale che viene presa dai contadini per impedire soprattutto ai cinghiali di rovinare i campi.

L’elefantessa ancora viva nel fiume, in alcune riprese video televisive locali

Che cosa è successo

I fatti sono stati riportati da numerosi quotidiani indiani e la storia è stata poi ripresa a livello internazionale a causa della sua particolarità. L’animale faceva parte della fauna del parco Silent Valley National Park e, come ha raccontato uno dei soccorritori, Mohan Krishnan, autore anche delle uniche immagini che mostrano l’animale in agonia, “non aveva mai causato nessun tipo di danno ai campi, né agli uomini”. L’animale che secondo quanto riportato da Sky News era incinta di poche settimane (la gravidanza di un elefante dura 22 mesi circa), dopo aver mangiato l’ananas ha riportato ferite gravissime alla mandibola, alla lingua e alla trachea. Probabilmente per alleviare il dolore si è recata nel fiume Velliyar ed è rimasta quasi completamente immersa in acqua per molto tempo.

Illustrazione realizzata da una nostra lettrice, Alessia Autiero

Non ha fatto del male ad un singolo essere umano, nemmeno quando correva per le strade del villaggio a causa del dolore lancinante – ha spiegato sempre Krishnan –  Non ha distrutto una sola casa. È andata nel fiume ed è rimasta immobile con la testa in acqua, come per provare a sopportare quel male”.
L’animale è morto poche ore dopo nel fiume nonostante i tentativi di soccorso avvenuti anche con l’ausilio di altri due elefanti addomesticati. L’autopsia realizzata prima della cremazione del corpo, avvenuta nella foresta antistante al fiume, secondo il New Indian Express, sarebbe dovuta a soffocamento a causa dell’acqua ingurgitata dall’animale che avrebbe anche accusato una forte debolezza dovuta all’impossibilità di ingerire cibo per quasi due settimane a seguito dell’incidente, come ha stabilito l’autopsia.
Questo non è il primo incidente del genere: secondo il New Indian Express, in aprile anche un altro elefante selvatico a Pathanapuram, nel distretto di Kollam, era morto in circostanze simili.

Una petizione lanciata dall’associazione animalista Wildlife SOS spiega che la pratica dell’uso di esplosivi rudimentali nascosti in frutti come ananas, papaie e angurie, è illegale ma viene utilizzata da alcuni contadini per preservare i raccolti. Secondo l’associazione il caso dell’elefantessa non sarebbe il primo, ma ogni anno anche orsi e altri animali selvatici rimangono feriti a causa di questi ordigni.

 

Incidente?

Una squadra del Dipartimento della Foresta del Kerala sta indagando sull’accaduto e alcune persone sono state interrogate. Finora, però, non è stato effettuato alcun arresto, ma si spera di avere degli indizi nelle prossime ore. Quello verificatosi pare essere a tutti gli effetti un incidente: nessuno, come erroneamente riportato su alcuni post social, ha lanciato o dato da mangiare in modo attivo, l’ananas esplosivo all’animale che, come spiegato sempre da Mohan Krishnan era abituato a convive con gli esseri umani.
Il dipartimento della Foresta del Kerala ha sollevato però una questione fondamentale in un tweet dello scorso 3 giugno: “La Costituzione indiana dice che è dovere di ogni cittadino indiano avere compassione per le creature viventi. L’elefante incinta nella foto è stato ucciso in un conflitto tra l’uomo e la fauna selvatica. Ma dov’è il nostro dovere? E la nostra l’umanità?“.

Una delle numerose illustrazioni che sono state realizzate sulla vicenda: questa è certamente una delle più commoventi. Dal profilo instagram Funchershop

La relazione uomo fauna selvatica

Questo incidente terribile ai danni di un grande animale selvatico solleva nuovamente il tema della relazione (ormai vera e propria guerra) fra la specie umana e la natura. Ancora una volta il tentativo di piegare territori selvatici alle esigenze abitative e agricole della nostra specie, porta gli animali a rischiare ingiurie gravissime. La frutta esplosiva è solo un esempio molto eclatante ma trappole, veleni, e distruzione diretta degli habitat animali, nonché la loro uccisione indiscriminata a scopi alimentari, fanno parte di una battaglia che porta alla distruzione continua della biodiversità e a sempre maggiori rischi per la sopravvivenza della specie umana stessa. Come ha spiegato di recente l’etologa Jane Goodall in un intervento pubblico online: “Se non smetteremo di distruggere la natura, e non rispetteremo gli altri esseri viventi, per la nostra specie non ci sarà scampo”.


 

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