Vegolosi

Cosa succederebbe se smettessimo di mangiare carne?

Si è conclusa da poco la “Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne ” che ogni anno si svolge nell’ultima settimana di gennaio, maggio e settembre attraverso l’organizzazione di vari eventi in oltre 100 città del mondo. Obbiettivo di questo evento è la sensibilizzazione e l’informazione consapevole con l’obiettivo  della chiusura di macelli e di allevamenti intensivi.

Pare però che l’Occidente non sia ancora pronto a scegliere di non mangiare carne, nonostante l’allerta dal parte dell’Oms,e le informazioni sempre più frequenti riguardanti gli allevamenti, in cui le condizioni di vita degli animali creano terreno fertile per nuovi ceppi di batteri e virus pericolosi per l’uomo e per l’ambiente. Maiali, polli e altri animali sono alimentati con una dieta costante di farmaci per tenerli in vita nella condizione di stress in cui si trovano, aumentando la possibilità da parte dell’uomo che ne consuma la carne, di sviluppar batteri resistenti ai farmaci convenzionali.

Cosa succederebbe se decidessimo di non consumare più carne?

Ci sarebbe più terreno coltivabile per la popolazione in crescita, potremmo usufruire di quel 97% di raccolto usato per nutrire il bestiame destinato al macello per produrre cibi naturali.

Ci sarebbero più risorse alimentari. Ci vorrebbero, infatti, 40 milioni di tonnellate di cibo per eliminare i casi più estremi di fame nel mondo, eppure ogni anno quasi 20 volte questa quantità di grano è utilizzato per alimentare gli animali da allevamento al fine di produrre carne. In un mondo dove si stima che 850 milioni di persone non hanno abbastanza cibo, è davvero un errore economico (ed etico) accettare che il tasso di conversione cereali/proteine sia così sfavorevole.

Si eviterebbe la sofferenza di miliardi di animali che nascono solo per morire al fine di garantire un’alimentazione che, spesso, non ci fa bene perché squilibrata e non abbastanza variata.

Non solo l’uomo risente di questa scelta poco intelligente: in molti paesi del mondo si stanno distruggendo ettari di terreni incontaminati, per fare spazio ad allevamenti intesivi. A tale proposito “Vegfarm”, ente di beneficenza inglese, finanzia progetti riguardanti situazioni alimentari sostenibili nelle fattorie britanniche: in meno di un chilometro di piantagione di cereali, per esempio, si può creare nutrimento per circa 60 persone.