Vegolosi

“La corrida è peccato”: il nuovo appello di PETA a Papa Francesco per salvare i tori

Nel 1567  chi partecipava alle corride incorreva nel pericolo di una scomunica. A firmare la bolla papale fu Papa Pio V con il documento De Salutis Gregis Dominici: con questo testo, il pontefice di chiese l’abolizione delle corride in tutti i regni cristiani, minacciando la scomunica non solo chi vi partecipava bensì anche chi le appoggiava apertamente.

Siamo nel 2024 e le corride sono ancora in corso, svolgendosi regolarmente anche in occasione di festività cristiane e per la celebrazione dei santi. Ecco perché PETA, una della più famose associazioni animaliste internazionali, ha avviato una campagna-appello diretta all’attuale pontefice, Papa Francesco, per chiedere che si esprima con forza contro questa barbara tradizione sanguinaria. In occasione della Pasqua e in vista del Primo Incontro dei Cappellani e Sacerdoti della corrida a Zamora, in Spagna, un messaggio provocatorio è apparso lungo le vie di Roma e nelle vicinanze della città santa: un’immagine di Gesù che protegge un toro da un matador, insieme a un invito ai sacerdoti a condannare la violenta pratica. L’immagine è affissa su 100 cartelloni parapedonali in tutta la città e viene inoltre diffuso nelle principali zone attrattive di Roma, compreso il Vaticano, sul retro di un Big Bus turistico.

La Chiesa insegna la compassione verso tutti gli esseri viventi, tuttavia allo stesso tempo è complice del tormento rituale e dell’uccisione dei tori seviziati”, afferma Mimi Bekhechi, vicepresidente della PETA per l’Europa. “La PETA chiede a Papa Francesco di condannare questo spettacolo vile, e invita le persone misericordiose di tutto il mondo a stare lontane dalle arene”. Ogni anno, decine di migliaia di tori vengono macellati nei festival della corrida in tutto il mondo, molti dei quali si tengono in onore di santi cattolici.

Nella petizione internazionale – che è possibile firmare qui – ogni cittadino può chiedere che il Papa intervenga politicamente su questo stato di cose. “Santo Padre – si legge nella petizione – prima che altri animali vengano torturati in questo modo, la prego di comunicare ai membri del clero e a più di un miliardo di cattolici in tutto il mondo che la corrida è contraria ai valori della fede cattolica romana e che qualsiasi associazione con questo spettacolo grottescamente crudele in nome di Dio deve cessare immediatamente”.