Vegolosi

Carne sintetica, Leonardo Caffo: “E’ solo un estremo paradosso”

C’è chi dice che fra tre anni sarà tutto pronto, chi anche in Italia, avendo qualche soldo importante da investire, lo sta puntando su questa novità, chi storce il naso e non ha intenzione di mangiare “cose di laboratorio”. La carne sintetica e la sua produzione iniziano a diventare argomento di discussione e la riflessione che si apre all’interno della cultura vegana, dell’animalismo e dell’antispeciscmo non è certamente da sottovalutare, perché come in un sistema di scatole cinesi, ogni questione ne fa affiorare un’altra, sempre più complessa e c’è chi, come il filosofo Leonardo Caffo, prevede addirittura che fra non molti anni lo scontro fra chi mangia carne e chi ha deciso di non farlo, sarà un vero e proprio conflitto sociale “Ci scapperà anche il morto”.

La carne sintetica, secondo lei, è un paradosso, perché?

La tecnologia che sta dietro alla riproduzione in vitro di cellule è una delle più complesse che ci siano al momento. Sono davvero in pochissimi al mondo ad essere in grado di “metterci le mani”. Eppure, se ci pensiamo, grandissimi investimenti ed energia vengono posti sul piatto per soddisfare e risolvere un problema reale: la voglia di carne, di mangiare fibre e sangue di un altro essere vivente, un desiderio decisamente basso, primitivo in un certo senso.

Eppure i “potenti” che economicamente ci stanno mettendo le mani sopra, sono convinti che rappresenti il futuro…

Parliamo di un futuro davvero lontano a mio avviso. Forse fra 400 anni la carne sintetica avrà davvero soppiantato quella ottenuta dagli animali, ma se, diciamo fra 50 anni, sarà già commercializzata su larga scala, non sarà altro che una terza tipologia, un settore. Ci sarà la carne che arriva dal manzo dell’allevamento piemontese, quella del laboratorio e gli alimenti vegetali. Questo perché, in ogni caso, sarà troppo cara per diventare “per tutti”, creando quindi un’altra offerta, ma non una sostituzione.

Però gli animali sarebbero salvi, o no?

C’è un punto che non è ancora del tutto chiaro nelle presentazioni che vengono fatte di questi progetti: come verrà prodotta davvero questa carne. In ogni caso rimarrà la matrice sacrificale: ci saranno animali che verranno fatti nascere per utilizzarne le cellule, la tecnologia, in questo caso, come sempre del resto, non risolve l’etica. L’ordine di problemi poi non si ferma a questo. Con la carne sintetica non si esce dal simbolismo carnista: mangiare qualcun altro sta sempre alla base. E’ certo, però che ci sarà meno inquinamento e molti meno animali a cui dover pensare con cure, mangime, antibiotici: il punto sui cui si basano i progetti sulla carne sintetica è questo.

Quindi la carne sintetica non è per i vegani?

La carne in laboratorio nasce dall’esigenza di produrre più cibo con meno risorse esauribili, non certo per una questione etica bensì solo economica e ambientale. America e Cina consumeranno sempre più proteine e non c’è fisicamente lo spazio per allevare tutti quegli animali, per non parlare del fatto che il 51% delle emissioni di anidride carbonica nel mondo arriva proprio dagli allevamenti. La carne sintetica non è una questione che gli animalisti dovranno affrontare, perché il loro obiettivo dovrà continuare ad essere quello della distruzione di una barriera etica fra uomo e animale.

La mangeranno gli onnivori?

Non i veri carnivori, a mio parere. La carne non è solo cibo, non è questione di nutrimento ma di simbologia: la caccia, il modo in cui l’animale viene allevato, l’uso delle tecniche di cottura, il fuoco, la dimostrazione di qualcosa di sé, una simbologia di forza. C’è qualcosa che va ben al di là delle proteine, quindi queste persone non mangeranno carne clonata, perché verrà subito rimessa al suo posto come “cibo innaturale” e non soddisferà la necessità di rimanere immersi in quella simbologia.