Vegolosi

Portogallo, stop alla carne rossa in università

Niente più carne rossa in bar e caffetterie. Nei giorni della grande mobilitazione mondiale dei giovani di #FridaysforFuture contro i cambiamenti climatici, la stop alla carne arriva dall’Università di Coimbra, in Portogallo. L’ateneo della città di Lisbona ha, infatti, annunciato, che a partire dal prossimo gennaio la carne di manzo non verrà più servita in nessuno dei 14 punti di ristorazione universitari (con un “risparmio” di circa 20 tonnellate all’anno). Una decisione, ha spiegato il rettore Amílcar Falcão, presa proprio in un’ottica di sensibilizzazione, che punta a rendere quello di Coimbra il primo ateneo a “emissioni zero” del Portogallo entro il 2030. “Stiamo vivendo un’emergenza climatica – ha detto – e abbiamo il dovere di frenare questa catastrofe ambientale annunciata”. Nella stessa direzione va anche la decisione dell’università, tra le più antiche d’Europa, di mettere al bando nei prossimi mesi oggetti in plastica monouso, come le cannucce, e le bottigliette di plastica. Gli studenti saranno invitati a sostenere il programma universitario “Uc Plantas”, che prevede la possibilità di piantare alberi nel giardino botanico dell’ateneo, da trasferire poi in aree devastare da incendi o alluvioni.

Università “beef free”

Contestata dalle associazioni di allevatori locali, la decisione dell’università portoghese è in realtà in linea con analoghi provvedimenti che anche altri atenei in Europa e nel resto del mondo stanno assumendo. E’ di questi giorni, per esempio, la notizia della petizione sottoscritta da oltre 50mila dei 300mila studenti dell’Università della California, tra le più grandi e note del mondo, che chiede la messa la bando della carne rossa dai ristoranti universitari.

La raccolta di firme dell’ateneo californiano si ispira dichiaratamente a quanto è, invece, già in vigore nel Goldsmiths College dell’Università di Londra, che da questo anno accademico come, avverrà da gennaio a Coimbra, ha bandito la carne rossa e punta a scoraggiare l’utilizzo della plastica monouso con una “tassa” di 10 pence su bicchieri e bottiglie usa e getta (con il ricavato che verrà poi messo a disposizione per finanziare iniziative studentesche ecosostenibili). Anche in questo caso, l’obiettivo è arrivare a “emissioni zero” entro il 2025. “La crescente richiesta globale di una presa di coscienza seria, da parte delle istituzioni, di quelle che sono le proprie responsabilità di fronte al cambiamento climatico non può più essere ignorata”, ha spiegato anche in questo caso il rettore, Warden Frances. “Dichiarare l’emergenza climatica non può essere solo una frase fatta e vuota”. Tra gli impegni assunti dal college, anche la decisione, a partire dal prossimo dicembre, di non detenere più investimenti in aziende che generano più del 10% delle proprie entrate dall’estrazione di combustibili fossili.