Due proposte di legge bipartisan – presentate lo scorso 8 gennaio 2025 – sono approdate per una prima valutazione alla Camera: mirano a vietare la macellazione di cavalli, asini e altri equidi in Italia, riconoscendoli come animali da affezione. La proposta è stata redatta e presentata da Susanna Cherchi (M5S), Luana Zanella (Avs) e Michela Brambilla (Noi Moderati). L’iter parlamentare è avviato ufficialmente a febbraio 2026, dopo tentativi nelle legislature precedenti.
Cosa prevede la proposta di legge
Le norme prevederebbero la reclusione da tre mesi a tre anni e multe da 30.000 a 100.000 euro per chi alleva equidi destinati alla macellazione (nello specifico: cavallo, pony, asino, mulo, bardotto, gli ibridi di cavallo e zebra e gli ibridi di asino e zebra), con pene aumentate di un terzo se le carni entrano in commercio. Entro due mesi dall’entrata in vigore, inoltre, tutti gli equidi dovranno essere iscritti ad un Registro anagrafico con microchip “Non Dpa” (ossia “non destinato alla produzione alimentare”): le sanzioni per chi non adempie andrebbero da 20.000 a 50.000 euro. Il pacchetto include inoltre un fondo da 6 milioni di euro annui per ogni anno, fino al 2027 per riconvertire gli allevamenti verso attività non alimentari, un sostegno economico a chi attualmente sta usando gli animali in questo modo. Le proposte di legge, inoltre, vietano anche esportazioni per macellazione, uso in spettacoli stressanti e esperimenti scientifici, tutelando la dignità degli animali.
Sempre meno carne di cavallo in Italia
Di fatto la proposta di legge si inserisce in un trend che in Italia è già avviato: le macellazioni di equini infatti sono – seppur lentamente – in calo: da 4.609 capi nel 2012 si è passati a a 2.012 nel dicembre 2025. Le regioni italiane dove si macellano più equidi sono: la Puglia, che guida con il 34,32%, seguita da Emilia-Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%). Matteo Cupi dell’associazione animalista Animal Equality Italia parla di “passaggio politico rilevante” e anche il presidente di Oipa, Massimo Camparotto ha spiegato: “Moltissimi consumatori non mangiano carne di cavallo in Italia, proprio per il sentimento di vicinanza a questi animali. Ci auguriamo che il divieto di macellazione degli equidi venga ufficializzato al più presto, compiendo un passo importante verso una tutela più coerente con la sensibilità crescente dei cittadini”.
La proposta prevede anche un piano per la gestione degli equidi che verranno allontanati dagli allevamenti qualora la legge entrasse in vigore: gestione da parte di associazioni e privati sono l’ipotesi prevalente.
Chi è contrario
Ovviamente ci sono state immediate reazioni politiche contrarie alla proposta di legge. Secondo il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio questa proposta cancellerebbe le tradizioni del territorio italiano, e per avvalorare la sua posizione ricorda che la cucina italiana è stata da poco dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. “Rispetto la decisione di chi, per ragioni affettive, morali o ideologiche, preferisce non mangiare i prodotti derivati da alcuni o tutti gli animali. Ma credo sia giusto chiedere il medesimo rispetto per la cultura di tante comunità locali, che si definisce anche a partire dai piatti tradizionali” ha dichiarato Centinaio come riportato dal quotidiano online La Nuova Sardegna.