Vegolosi

Usa, bando totale dell’avorio: entro il 2022 l’estinzione dell’elefante africano

Gli Stati Uniti hanno proclamato il divieto di commercializzare avorio di elefante africano, così da proteggere questi animali dal sempre più concreto rischio di estinzione. Lo hanno annunciato le autorità statunitensi della Fish and Wildlife Service alla vigilia della “Giornata Mondiale dell’Ambiente” (celebrata il 5 giugno). Il bando, che entrerà in vigore il prossimo 6 luglio, si estende a quasi tutti gli utilizzi dell’avorio fatta eccezione per alcuni oggetti antichi, trofei di caccia sportivi e in misura limitata, negli strumenti musicali.

“L’audace azione di oggi è un impegno degli Usa a porre fine alla piaga del bracconaggio degli elefanti e al tragico impatto che sta avendo su tutte le popolazioni selvatiche”, ha detto il segretario degli interni, Sally Jewell. Barack Obama aveva preannunciato già un anno fa, in occasione di un viaggio in Kenya, l’intenzione di porre fine a ogni attività illegale connessa al commercio di avorio. La promessa è stata mantenuta.

Si arricchisce così il quadro normativo già formulato nel 2013, che contrastava il traffico illegale di fauna selvatica. Tuttavia, se la norma precedente si limitava a prevenire l’importazione di avorio, la nuova misura introduce fortissime limitazioni all’importazione verso gli Stati Uniti di prodotti realizzati in avorio, oltre che alla vendita di zanne e oggetti lavorati all’interno del paese. Infatti secondo quanto stabilito dalle nuove normative, l’avorio può essere venduto negli Usa solo se proveniente da animali non a rischio estinzione o se l’elefante è morto per cause naturali (ovviamente con opportuna documentazione che lo dimostri).

Una vittoria importante per le associazioni animaliste e Ong come la Elephant Action League californiana dell’italiano Andrea Crosta, in prima linea per la difesa dell’elefante africano, dal momento che gli Stati Uniti sono il secondo più grande mercato al mondo per consumo di avorio proveniente dalla caccia illegale. Il primo è la Cina che controlla ben il 70% del mercato mondiale che però considera l’argomento ancora un tabù.

Il provvedimento intende così contrastare le diffuse attività di bracconaggio ai danni di questa specie pericolosamente minacciata: oggi nell’Africa subsahariana vivono meno di 500 mila esemplari di elefanti e gli esperti stimano che i bracconieri negli ultimi anni abbiano ucciso ben 50 mila esemplari (con una media di quasi 100 animali al giorno).

Il WWF ha stimato che questi animali scompariranno entro il 2022 se non si pone immediatamente fine alla strage.

Serena Porchera