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App zero waste: ecco le migliori da scaricare per una vita a basso impatto ambientale

Il pianeta ha bisogno di meno sprechi, meno rifiuti e maggiore consapevolezza. E se bastassero uno smartphone (o un tablet o un pc) e una connessione a internet per iniziare il proprio cammino verso una vita a minor impatto ambientale? Vegolosi.it ha stilato per voi un elenco di alcune interessanti applicazioni da scaricare per avere in tasca una guida completa allo stile di vita consapevole, partendo da quelle che ci indicano come riciclare nella maniera corretta i rifiuti per arrivare a quelle che ci consentono di dare una seconda vita ad abiti e oggetti che non utilizziamo più.

Raccolta differenziata sì, ma nella maniera giusta

Quante volte ci sarà capitato di avere tra le mani l’incarto di un alimento, un imballaggio o un oggetto ormai rotto o inutilizzato e non sapere dove buttarlo? D’ora in poi non capiterà più grazie a Junker, un’app gratuita disponibile sia per Android che per iOS che censisce gli imballaggi attraverso il codice a barre e suggerisce dove buttarli in base al Comune in cui ci si trova. Attualmente sono un milione i prodotti che l’applicazione è in grado di riconoscere, “scomponendoli” in base ai diversi materiali di cui sono fatti e suggerendo dove gettarli: per fare un esempio, scansionando il codice a barre di un barattolo in vetro di legumi, Junker spiega che il barattolo deve essere conferito nella raccolta del vetro, mentre il tappo in alluminio andrà invece nella raccolta dedicata alle lattine. In più, ad ogni scansione l’app fornisce anche informazioni aggiuntive generali per non sbagliare nella raccolta differenziata del proprio Comune.

Nell’applicazione è presente anche un lungo elenco di rifiuti tra i quali scegliere – dagli accessori per la cucina agli abiti usati, dai barattoli di pittura alle medicine scadute –  suggerendone il corretto smaltimento, ma indicando anche le isole ecologiche più vicine per smaltire i rifiuti speciali, come elettrodomestici e smartphone. Nel caso in cui un determinato prodotto scansionato non fosse presente nel database di Junker, è possibile fotografarlo e richiedere informazioni sulla sua corretta gestione.

Cibo: no agli sprechi, no agli imballaggi inutili

Secondo la FAO, ogni anno buttiamo intenzionalmente 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, di cui l’80% risulta ancora perfettamente commestibile. Uno spreco incredibile, al quale noi tutti possiamo rimediare acquistando consapevolmente quantità ridotte di alimenti e facendo scorte di cibo non facilmente deperibile da rifornire solamente quando necessario. A questo, ovviamente, bisogna aggiungere la necessità di ridurre al minimo gli imballaggi di plastica, laddove possibile: diciamo addio a borse inquinanti e non riciclabili e portiamoci da casa shopper riutilizzabili; acquistiamo il più possibile alimenti sfusi e imballati con materiali altamente riciclabili come carta e cartone, vetro e metallo; facciamo meno spesa, acquistando di volta in volta solo lo stretto necessario.

In questo, la tecnologia ci viene comunque in aiuto con alcune app per una spesa alimentare “zero waste”:

Non buttare, scambia o vendi!

A ogni cambio di stagione il nostro armadio ci mette di fronte a un’evidenza innegabile: ogni anno, complice anche la moda che cambia a ritmi serratissimi, accumuliamo una grande quantità di abiti, scarpe e accessori che troppo spesso rimangono inutilizzati, stagione dopo stagione. Lo stesso, ovviamente, vale anche per oggetti di arredamento, elettrodomestici e qualsiasi altro oggetto che affolla la nostra casa (o, ancora peggio, il garage o la soffitta), ma che a conti fatti ormai non ci serve davvero più. Invece che buttarli generando rifiuti, potremmo pensare di regalarli o scambiarli con amici o parenti, o addirittura venderli. Anche in questo caso esistono app che ci vengono in aiuto in questo senso:

Vestiti, giocattoli & Co.: addio agli sprechi

Il meraviglioso mondo dei bambini è fatto di continue scoperte e progressi quotidiani, che seguono il ritmo della loro crescita. Lo stesso vale anche per vestiti, giocattoli e accessori per l’infanzia in generale, che molto spesso hanno una vita brevissima: parliamo di poche settimane o qualche mese al massimo, prima che diventino inutilizzabili seppure ancora in perfette condizioni. Ecco allora che siti come Babyvez vanno incontro ai genitori che vogliono limitare il più possibile gli sprechi e che decidono quindi di rivendere non solo gli abiti dei figli, ma anche passeggini, box, accessori come tiralatte o sterilizzatori e perfino abiti premaman per le donne in attesa. Chiunque può inserire annunci gratuitamente, e allo stesso tempo fare un’offerta per acquistare qualcosa già presente in bacheca: un modo facile e immediato per dire addio agli sprechi nel magico mondo dell’infanzia.

Trasporto sostenibile

Mezzi pubblici facili

Va da sé che utilizzare i mezzi pubblici sia la scelta più ecologica – anche questo rientra a pieno titolo in uno stile di vita “meno waste”, ovviamente – ma soprattutto nelle grandi città può non essere facile organizzarsi. Per questo, oltre a fare riferimento ai siti e alle applicazioni del trasporto pubblico locale, segnaliamo per Roma e Milano la possibilità di utilizzare Citymapper, un’app che permette di spostarsi senza problemi in città segnalando mezzi pubblici disponibili nelle vicinanze, le tempistiche in tempo reale per percorrere un dato itinerario ed eventuali ritardi o percorsi alternativi. Scaricabile gratuitamente sia per Android che per iOS, Citymapper è utilizzabile anche in altre città all’estero, tra le quali Londra, Barcellona, Parigi e New York.

Car sharing

Se i mezzi pubblici non fanno per voi, però, l’alternativa è il car sharing, servizio che permette di utilizzare temporaneamente un’auto in città, partendo da pochi minuti fino a un massimo di qualche ora, pagando poi in ragione dell’utilizzo effettuato. Ogni città mette a disposizione servizi (e tariffe) diversi, ma segnaliamo Bla Bla car per gli spostamenti su tragitti più lunghi, specialmente fuori città: questa applicazione permette di condividere il viaggio con altre persone che devono effettuare lo stesso itinerario, risparmiando non solo sui costi della benzina – da dividere tra i partecipanti – ma ovviamente anche sulle emissioni di gas inquinanti.

Bike sharing

Per finire, impossibile non citare il mezzo ecologico per eccellenza, la bicicletta: se non ne avete una per spostarvi in città, una buona idea può essere quella di noleggiarne una tramite i servizi di bike sharing offerti dalle varie aziende di trasporto pubblico locale.

Libri, una passione da condividere (in tutti i sensi)

Biblioteca

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine” diceva Virginia Woolf e anche se noi in redazione facciamo fatica ad affermare il contrario è anche vero che i libri, in un’ottica “zero waste”, rappresentano forse l’ostacolo più grande da superare. Oltre alla classica ma sempre utilissima biblioteca, gli amanti della lettura hanno a disposizione gli e-book, che permettono di risparmiare notevolmente non solo sul prezzo di copertina dei libri ma anche, ovviamente, sulla carta utilizzata per la stampa.

Noleggio Ebook

Esiste anche una rete di biblioteche pubbliche italiane, MLOL, che permette di usufruire del prestito dei libri in formato digitale. Per utilizzare il servizio è sufficiente essere iscritti in una delle biblioteche aderenti (5.500 in 19 regioni italiane e 9 paesi stranieri), consultando così gratuitamente ebook, musica, film e giornali direttamente da casa.

Book crossing

Per chi invece non riesce proprio a rinunciare al fascino delle pagine da sfogliare, un buon compromesso è l’acquisto di libri usati, online ma ancora meglio nei negozi dell’usato o nelle bancarelle: non solo si risparmiano un bel po’ di soldi, ma si regala una nuova vita ai libri che altre persone non vogliono più. Per finire, come non citare il book crossing? Parliamo della pratica – sempre più diffusa anche in Italia – di lasciare libri in luoghi pubblici come parchi o luoghi dedicati in modo tale che possano essere trovati e letti da altre persone, passando di mano in mano di lettori appassionati; una volta letto, infatti, il libro dovrebbe essere riposizionato in un luogo pubblico, in modo che qualcun altro possa trovarlo, leggerlo e poi lasciarlo nuovamente in un passaggio teoricamente infinito. Spesso il sistema del book crossing viene attivato anche dalle biblioteche di quartiere nelle città: in questo caso la regola non scritta è  prendere un libro e lasciarne un altro, un ottimo modo per conoscere nuovi autori e temi.