Vegolosi

Orti botanici: gite magnifiche in Italia alla scoperta delle meraviglie della natura

Se siete in cerca di idee per le prime gita di primavera, sappiate che molto spesso non è necessario andare troppo lontano per scoprire angoli di verde e storia inediti e curiosi, anche se si vive nelle grandi città. E’ quello che ci raccontano la giornalista scientifica Alessandra Viola e l’agronomo Manlio Speciale in “Andare per orti botanici”, una speciale “guida turistica”, tutta dedicata proprio a questi scrigni di natura e storia, che sono gli orti botanici italiani, spesso sconosciuti ai più.

Un viaggio “verde”

In questo, che è un vero “viaggio verde” nello spazio e nel tempo, compiuto, pagina dopo pagina, da Torino a Palermo, si va alla scoperta del patrimonio vegetale custodito dagli orti botanici italiani che – prima cosa che si scopre anche solo scorrendo l’indice del libro – puntellano davvero tutto il nostro Paese, da Nord a Sud, e che – ci raccontano i due autori – svolgono un lavoro essenziale di conservazione e studio di ciò che di più prezioso abbiamo, la biodiversità vegetale. Allo stesso tempo, però, dietro alle storie dei diversi e, in alcuni casi molto antichi orti botanici, si celano anche curiosità, misteri, aneddoti, leggende (e anche qualche storia di fantasmi!). Una prospettiva inedita, dunque, quella offerta dagli orti botanici, dalla quale ricostruire pezzi di tessuto “colturale e culturale italiano”: un’altra delle ricchezze da conservare e tutelare del nostro Paese.

La sua storia risale al XIV secolo ed è ricco di centinaia di varietà botaniche: l’Orto di Brera, a Milano, vanta tra le sue chicche vegetali due maestosi ginko biloba che risalgono al Settecento

“Nel corso dei secoli – racconta infatti l’introduzione del volume – gli Orti botanici sono stati via via aule di insegnamento e farmacie en plein air per gli studenti di Medicina, giardini di acclimatazione e studio di piante esotiche, Wunderkammer (ovvero, stanze delle meraviglie) botaniche per stupire i visitatori, luoghi di divulgazione scientifica e conservazione della biodiversità: sempre e comunque spazi in cui si amano le piante“. E, ancora, “espressione del genio italico rinascimentale”, icone dell’identità italiana che “racchiudono l’eco di avventurosi viaggi e pionieristiche scoperte”.

Qualche esempio

Qualche suggerimento? A Padova c’è il più antico orto universitario: risalente al 1545, oggi ospita 6.000 esemplari con 3.500 specie botaniche e dagli anni Novanta è riconosciuto Patrimonio Unesco. Quello di Palermo – del quale Manlio Speciale è il curatore – di specie coltivate ne conta 5mila e ospita periodicamente mostre ed eventi culturali. Altrettanto suggestivi e ricchi, nsono quelli di Lucca, Pisa, Roma, Napoli, Cagliari. E, ovviamente, l’Orto Botanico di Milano: inserito nel complesso monumentale di Brera, ha una lunga storia che risale al XIV secolo e, nel silenzio a due passi dal centro della metropoli, vanta centinaia di varietà botaniche – ancor più splendide in fiore in primavera– e due maestosi ginko biloba del Settecento.