Fattoria delle coccole, sequestrati altri 19 maiali: “Denutriti”

Continua la vicenda che vede protagonista il santuario per animali di Appiano Gentile: nuovi controlli e nuovi sequestri.

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La vicenda dei controlli e dei sequestri penali per la Fattoria delle Coccole di Appiano Gentile continua. A dare notizia di un ulteriore sequestro di 19 maiali detenuti in una delle sedi dislocate della struttura, è Vita da Cani Onlus, associazione che da anni di volontariato e senza scopo di lucro, opera in difesa dei diritti animali.

“In questo momento – spiega ai microfoni di Vegolosi.it Sara, portavoce dell’associazione ma anche della Rete dei Santuari Liberi – siamo noi a gestire i 19 maiali che la Forestale ha posto sotto sequestro per maltrattamento, lo facciamo direttamente in loco e abbiamo disposizione di trovargli al più presto una nuova sistemazione, un luogo dove stare bene”. Ma che cosa è successo? Dopo i primi controlli ad Agosto, la struttura è stata nuovamente sottoposta a controlli lo scorso venerdì 10 novembre da parte dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Como e, anche questa volta, la situazione si è rivelata peggiorata: 19 maiali, sono stati trovati in condizioni di evidente malnutrizione e disidratati. “Gli animali stavano male – spiega Sara che ha avuto modo di vederli durante i controlli – le foto lo dimostrano, per rendere denutrito un maiale ce ne vuole, alcuni non potevano nemmeno arrivare all’acqua, adesso stanno già meglio”.

Qui le parole della relazione relativa al sequestro:

Gli animali si presentano in evidente stato di denutrizione, disidratazione e sofferenza, senza possibilità di ricovero. La situazione risulta aggravata dalla presenza di fango imbibito d’acqua che rende quasi impossibile la possibilità di recarsi agli abbeveratoi fatiscenti e igienicamente inadeguati.
Non sono visibili contenitori per il cibo né tracce di cibo, da cui si evince che i soggetti vengono alimentati saltuariamente. Rispetto al sopralluogo effettuato in agosto le condizioni dei soggetti sono nettamente peggiorate. Non sono state rispettate le prescrizioni impartite dal distretto veterinario competente.
In particolare i punti di abbeveraggio non sono stati installati, non è stato realizzato un ricovero adeguato dalle intemperie ed infine non sono state rispettate le condizioni prescritte per la corretta somministrazione del cibo. Per quanto riguarda le condizioni cliniche è ancora evidente il gravissimo stato di denutrizione, cosa che in previsione del prossimo abbassamento delle temperature potrebbero causare malattie da raffreddamento con possibile comparsa di morte improvvisa”


Gli animali della Fattoria delle Coccole, come ci racconta Vita da Cani Onlus, arrivano alla struttura, in alcuni casi, dopo essere stati acquistati presso gli allevatori (comportamento che non rientra nelle regole vigenti, per esempio, per poter rientrare nella Rete dei Santuari Liberi) “il problema è che sono spesso sempre altri allevatori ad occuparsene, non allontanandosi dalla logica delle gestione degli allevamenti e allora è ovvio che questo non è il tipo di santuario che ci si immagina, ma nonostante questo, abbiamo più volte chiesto alla Fattoria se volevano aiuto nella gestione, ma non abbiamo mai avuto nessun riscontro, il sequestro penale per maltrattamenti è una cosa grave, non potevamo tacere”.

Sono stati i volontari che si alternavano alla Fattoria, in tutto una trentina, che nel tempo si sono resi conto che qualcosa nella gestione, non li convinceva: “Hanno provato a cambiare le cose ma poi sono stati allontanati o loro stessi hanno mollato il colpo – continua Sara – secondo noi non c’è altro da fare che garantire il benessere degli animali e loro sono i responsabili di questo, anche se appaltano a terzi la gestione degli animali, la vita di questi ultimi va cambiata in meglio. Non ce l’abbiamo con gli allevatori che si prendono cura di questi animali secondo le loro logiche, sia chiaro, bensì con chi sostiene di essere un santuario ma poi non garantisce gli standard e non vigila”. Sara, inoltre, fornisce un dato: “Sono morti in un anno nel s di Appiano e nelle sue varie dislocazioni ben 240 animali: per noi sono davvero troppi, è una media troppo alta; noi gestiamo strutture simili con la stessa quantità di animali e, se è un annata particolarmente brutta, parliamo di 5/6 animali in un anno che muoiono di vecchiaia o perché ammalati”.

“Di fronte a questo – si legge sul sito della Onlus – vogliamo solo ora che tutti gli altri animali, loro ospiti, vengano trovati, ovunque essi siano, nei vari rifugi dispersi, stalle di allevatori, recinti in mezzo al nulla. Vogliamo se ne accertino le condizioni e se prigionieri, chiusi e legati, trovino pace e libertà. Vogliamo che venga mantenuta la promessa e, insieme, venga fatta giustizia per le centinaia di quelli passati da lì, e deceduti, precipitati nei dirupi dell’alpeggio, morti di inedia, fame, incuria e malattia”.

Le immagini dell’articolo sono tratte dal sito dell’associazione Vita da Cani Onlus

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