“Storia del vegetarismo in Italia”, un libro che deve ancora nascere: sosteniamolo

C’è ancora chi crede che il vegetarismo sia una moda? Una grande opera in via di costruzione grazie al crowdfunding dimostra che le radici storiche di questo movimento in Italia affondano nel primo ‘900

Vignetta vegetariana storica

A riprova del fatto che la riflessione sul tema “Chi stiamo mangiando” non è certo recente né priva di storia, ecco il progetto di Eugenio Leucci, giovane scrittore e poeta di Pavia, in un libro non ancora pubblicato e non ancora terminato ma che si spera possa venire alla luce grazie al crowdfunding, intitolato: “Per una pace integrale: Storia del vegetarismo in Italia (1900-1952)”. Com’è nato il movimento vegetariano italiano e chi sono stati i primi difensori dei diritti degli animali nella prima metà del ‘900 italiano?

Il progetto e di che cosa parlerà il libro

“Il mio intento” racconta l’autore a Vegolosi.it “è quello di ricostruire le origini del movimento vegetariano e animalista italiano, seguendo le tracce lasciate da personaggi noti e meno noti della vita del nostro Paese (da Nicolò Grillo a Gennaro Ciaburri, da Augusto Agabiti ad Aldo Capitini). Si tratta di una vicenda quasi del tutto ignorata dalla storiografia e che è andata intrecciandosi con vari momenti della storia culturale e politica italiana, dal naturismo di primo Novecento al futurismo, dal fascismo al movimento non violento di stampo gandhiano. E’ una storia particolarmente affascinante che ha coinvolto uomini e donne senz’altro fuori dal comune“.

Insomma un grande viaggio a ritroso nella storia fino alle origini e all’evoluzione del vegetarismo e dei suoi fautori a dispetto di chi considera la cultura vegana e vegetariana una moda destinata a sparire e ignorando che di “tofu” si parlava ben dagli anni ’30.

Come sostenere la raccolta fondi per il libro?

Il progetto di Eugenio si può sostenere visitando la piattaforma Produzioni dal Basso dove è possibile anche leggere i primi estratti da questa grande opera in corso, ovvero la storia di Fortunato Peitavino, fondatore della prima scuola d’igienismo alimentare in Italia e sostenitore delle cure naturali e della dieta vegetariana come garanzia per vivere a lungo e in salute.

Si tratta di un progetto importante perché “conoscere, riscoprire e diffondere la storia dei primi movimenti vegetariani e animalisti vuol dire contribuire a promuovere la cultura dei diritti degli animali, della pace e della difesa dell’ambiente. Inoltre, vuol dire arrecare a un movimento considerato ancora “giovane” (se non addirittura passeggero, come se fosse una moda del momento), come quello animalista e vegetariano, il sostegno di una storia ricca e articolata, che merita di essere conosciuta da tutti perché parte del patrimonio culturale europeo”.

Serena Porchera

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