Cucinare con il tè: semplicità, benessere e… gusto!

tè“Non trovo mai una tazza di tè abbastanza capiente da soddisfare la mia sete”: se questa citazione di Clive Staples Lewis vi trova concordi, allora sappiate che un’ottima idea per rendere protagonista il tè nella vostra casa è utilizzarlo come ingrediente in cucina. Il tè è la bevanda più diffusa e consumata al mondo dopo l’acqua e la sua storia è millenaria: ne esistono moltissimi tipi che si distinguono per paese di provenienza, modalità di coltivazione, tipologia di raccolta, e lavorazione. Tutti questi elementi fanno del tè uno degli ingredienti più duttili e fantasiosi in cucina, anche in quella di tutti i giorni.

Il tè per cucinare
Iniziamo con una piccola distinzione fra le tipologie di tè, tanto per orientarci davanti agli scaffali dei negozi. Esistono i tè bianchi (colore dell’infuso giallo pallido, gusto leggero, poco aromatico), i tè verdi (ricchi di antiossidanti, dal colore giallo intenso, gusto amarognolo), i tè semi-fermentati (dalle foglie larghe e poveri di caffeina) ed infine i tè neri, i più diffusi in europa (molto aromatici soprattutto nelle loro varianti aromatizzate, e ricchi di caffeina).

Molti anni fa, in Cina, il tè non era utilizzato solamente come bevanda, ma anche come alimento: le sue foglie intere, una volta infuse, venivano mangiate. Il gusto occidentale forse non apprezzerebbe questo tipo di utilizzo del tè in cucina, è per questo che la cosa migliore è utilizzarlo come complemento nelle preparazioni sia dolci che salate.

Uno dei modi più semplici per utilizzarlo è inserire nelle preparazioni il tè già infuso: il liquido può essere usato per macerare gli alimenti (come il tofu), per sfumare le pietanze (come nei risotti), per sciogliere ingredienti di una ricetta (come la maizena nei dolci), e può essere ridotto e trasformato in sciroppo dolce da accompagnare a morbide fette di torta, come ultimo tocco per una gustosa macedonia o su una bella coppa di gelato.

Si può utilizzare anche come ingrediente principale, utilizzando per esempio la polvere di matcha (un tipo di tè verde molto pregiato ridotto in polvere finissima), per realizzare primi piatti come gli gnocchi, oppure per biscotti, muffin e torte.

Qualche consiglio
Per cucinare con il tè è preferibile utilizzarne uno in foglie. Il tè in foglia deve essere conservato accuratamente: l’involucro migliore è una scatola di latta chiusa ermeticamente, oppure una scatola di legno, ma secondo la tradizione cinese, dovrebbe essere legno di ciliegio.

Altro suggerimento per per prepararlo è utilizzare acqua minerale e non del rubinetto: le particelle di calcare ed altri residui dell’acqua possono alterare il gusto della bevanda (la stessa cosa vale anche per il caffè). Attenzione anche alla temperatura di infusione: non deve superare mai i 90°C. Un trucco per cercare di andare ad occhio nello stabilire la temperatura è questo: spegnete il fuoco quando inizierete a vedere bolle molto piccole salire in superficie. Ma per essere più precisi ecco le temperature esatte:

– tè verde: 70°
– tè nero: 90°
– Tè bianchi: 85°
– tè aromatizzati: 85°
– tè semi-fermentati: 85°

Federica Giordani

Federica Giordani

Direttore responsabile e fondatrice di Vegolosi.it, è giornalista e videomaker.

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